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 volvo veicoli vintage

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el magutt

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MessaggioTitolo: volvo veicoli vintage   Ven Ago 15, 2014 4:40 pm

La storia del veicolo industriale è estremamente interessante, soprattutto a causa della crescente importanza del trasporto su strada.

Quando Volvo ha prodotto il primo autocarro, alla fine degli anni Venti, questi veicoli erano considerati complementari ai carri a trazione animale, alla ferrovia e al trasporto marittimo. Oggi, l'autocarro è il principale veicolo di trasporto merci, essenziale per il buon funzionamento della società moderna.

In questo sito viene illustrata, decennio per decennio, la storia veicoli industriali Volvo, che per numerosi aspetti coincide con l'evoluzione dell'autocarro moderno.
Buona lettura
- See more at: http://www.volvotrucks.com/trucks/italy-market/it-it/aboutus/History/pages/in_brief.aspx#sthash.tqsYTq64.dpuf
Gli anni Venti sono stati un periodo di rapido progresso per gli autocarri e il trasporto su strada. Nella prima parte del decennio, gli stessi furono in genere dotati di sistemi di trasmissione a catena e ruote rivestite in gomma solida. Nel 1928, con l'uscita dalla linea di montaggio del primo autocarro Volvo denominato "Serie 1", in Svezia fu introdotto un veicolo con trasmissione ad albero, pneumatici e conducente alloggiato in una cabina completamente chiusa.

L'autocarro Serie 1, tuttavia, era poco potente, poiché disponeva di un modesto motore a benzina a quattro cilindri con soltanto 28 hp e di una portata utile limitata a 1.500 kg (metà del peso lordo del veicolo). Nonostante ciò, questo primo modello era caratterizzato da una progettazione di base estremamente affidabile e veniva spesso utilizzato per trasportare carichi due volte superiori alla portata nominale.
Anni Trenta: Importanti innovazioni
Gli autocarri leggeri o del segmento medio prodotti da Volvo fino al 1932 venivano ancora dotati di freni su due ruote e ruote con raggi in legno. Era quindi necessario un autocarro più moderno e di minori dimensioni. Le risultanti serie LV71 e LV73 di Volvo riscossero un notevole successo, al punto di poter affermare che verso la metà degli anni Trenta Volvo divenne uno dei principali esportatori di autocarri proprio grazie a queste due serie.



L'innovazione più radicale dell'epoca, tuttavia, fu l'avanzamento del motore, normalmente sistemato dietro l'assale anteriore. Il posizionamento in avanti e in alto sopra l'assale anteriore, infatti, migliorò notevolmente la ripartizione del carico assiale. Il risultato fu rappresentato dai modelli Volvo LV8 e LV9, due serie di autocarri molto diffuse che verso la fine degli anni Trenta divennero i veicoli pesanti standard in Svezia.


Autocarri per l'esercito
La prima metà degli anni Quaranta fu dominata dagli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale. La vendita di autocarri civili subì pertanto un netto rallentamento e Volvo divenne uno dei principali fornitori delle forze armate svedesi. Durante il conflitto furono fornite migliaia di autocarri "con muso arrotondato", sia in un modello di serie con progettazione semplificata che in un modello a trazione integrale.

Gli autocarri con muso arrotondato, introdotti come modelli "1940" alla fine del 1939, comprendevano una vasta gamma di autocarri dall'aspetto simile che coprivano tuttavia numerose applicazioni di trasporto. La parte anteriore, ad esempio, era disponibile in almeno tre diverse lunghezze. I modelli con muso arrotondato hanno forse rappresentato gli autocarri Volvo di maggior successo fino ai modelli F degli anni Settanta.

Gli anni '50 costituiscono forse il decennio che ha maggiormente contribuito allo sviluppo dell'autocarro. I motori a benzina e i rudimentali motori diesel con precamera di combustione furono sostituiti da efficienti motori diesel ad iniezione diretta. L'introduzione di motori più potenti ed efficienti contribuì inoltre alla realizzazione di autocarri più lunghi e pesanti.

Uno dei più famosi modelli Volvo di tutti i tempi è stato il "Titan", introdotto nel 1951. Nel 1954, questo modello ha svolto un ruolo importante in termini di innovazione diventando uno dei primi veicoli industriali al mondo dotato di motore turbo, con risultati sorprendenti: con un incremento del peso in ordine di marcia di soli 25 kg, la potenza del motore fu aumentata di 35 hp (da 150 a 185 hp).

Negli anni Settanta fu introdotta un'innovativa serie di autocarri, definendo la nuova tendenza nella progettazione per gli anni successivi: la gamma Volvo F10/F12, con cabina versione "Globetrotter".

Negli anni 'Sessanta, Volvo aveva creato una speciale unità aziendale con lo scopo di aumentare la sicurezza e migliorare l'ergonomia.



Il più straordinario risultato di questa iniziativa furono i modelli F10/F12, che definirono standard completamente nuovi in termini di ergonomia e sicurezza. La cabina, ad esempio, era montata sul telaio con sospensioni a spirale, creando un ambiente molto più confortevole per il conducente ed eliminando quasi completamente i dolori alla schiena. I nuovi autocarri F erano inoltre dotati di finestrini di grandi dimensioni che garantivano una migliore visibilità e contribuivano così alla "sicurezza attiva", ovvero alla riduzione del rischio di incidenti.

Negli anni Ottanta, gli autocarri sono diventati ancora più sofisticati, con motori più potenti, più efficienti e soprattutto più ecologici. Il maggiore utilizzo di sistemi di sospensioni ad aria ha garantito un comfort nettamente superiore a conducenti e merci trasportate.



L'introduzione della linea di autocarri pesanti FL7/FL10 e FL6 nell'estate del 1985 fu una dimostrazione di forza da parte di Volvo. Entrambe le gamme erano completamente nuove e dotate di caratteristiche innovative rispetto ad altri modelli della concorrenza nella stessa categoria. Gli autocarri FL7/FL10 costituivano una classe del tutto nuova, grazie alla combinazione dell'efficienza e del peso contenuto del predecessore, il modello F7, con l'opzione di un motore da 10 litri con potenza fino a 318 hp.

Gli anni Novanta sono stati dedicati ai temi ambientali, con la produzione di veicoli più efficienti e, alla fine del decennio, con l'integrazione di soluzioni IT come Volvo Dynafleet 2.0, che fornisce a imprese di trasporti e conducenti gli strumenti necessari per incrementare i livelli di efficienza e sicurezza dei trasporti.



Per Volvo, si è inoltre rivelato naturale basare la progettazione su un successore della gamma F10/F12/F16, poiché era necessario pianificare una generazione completamente nuova di motori in grado di sostituire quello da 12 litri. Fu così avviato lo sviluppo di un motore innovativo, denominato "D12". Per la prima volta in Europa, un motore diesel per veicoli pesanti veniva dotato di caratteristiche precedentemente riscontrabili principalmente nelle automobili sportive, come un albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro.

Nel nuovo millennio, le richieste nei confronti degli autocarri e del trasporto su strada saranno molteplici. Sebbene l'efficienza del trasporto merci e il contenimento dei costi di trasporto continuino a rappresentare gli obiettivi principali, la sicurezza, l'ergonomia e le caratteristiche ambientali rimangono prioritarie.



All'apertura dell'Amsterdam Truck Show nel febbraio 2000, i visitatori hanno potuto osservare per la prima volta la versione europea del modello Volvo NH12: un veicolo ad alta tecnologia per il nuovo millennio. Questo autocarro è basato sull'avanzatissimo motore diesel Volvo D12C, a iniezione diretta e controllo elettronico, e può essere dotato del sistema Volvo Dynafleet 2.0.

Negli anni Sessanta, l'autocarro si affermò definitivamente come mezzo principale nel settore dei trasporti. Ciò fu dovuto in misura significativa alla flessibilità del veicolo e alla disponibilità di una rete stradale nazionale e internazionale in grado di consentire trasporti su strada veloci, sicuri ed efficienti. In Svezia, inoltre, furono introdotte sul mercato cabine di sicurezza certificate.

In questo periodo, Volvo introdusse i modelli Titan TIPTOP/F88/G88, la cui importanza per la storia di Volvo Trucks si rivelò cruciale. L'efficiente cabina ribaltabile forniva un accesso ancora migliore ai componenti di base rispetto a un autocarro N. La cabina, sottoposta a test d'urto, offriva inoltre comodi spazi abitabili e di riposo per uno o due conducenti. A ciò andava infine ad aggiungersi una rinnovata componentistica a livello di motore, trasmissione e telaio.







Volvo Group (AB Volvo) è un gruppo svedese, è uno dei più grandi costruttori al mondo di autocarri, autobus, macchinari per l'edilizia, sistemi di propulsione per applicazioni industriali e marini, componenti aerospaziali e servizi finanziari.
La Volvo è nata a Göteborg, in Svezia, nel 1927, fondata come una sussidiaria dalla SKF, fabbrica produttrice di cuscinetti a sfera, dai due soci Assar Gabrielsson e Gustav Larsson. Fin dagli albori al centro delle attenzioni della Volvo c'era la sicurezza. Il marchio Volvo fu registrato per la prima volta dalla SKF l'11 maggio 1915 con l'intenzione di utilizzarlo per una serie speciale di cuscinetti a sfera da esportare nel mercato americano, ma non venne mai utilizzato. Venne ripreso nel 1927 per le automobili, dal momento che il termine latino "volvo", termine indicante movimento, dinamicità, poteva adattarsi molto bene anche alla produzione di autovetture.

La prima autovettura Volvo venne prodotta il 14 aprile 1927, e venne chiamata ÖV 4. La produzione continuò con automobili progettate per resistere alle dure condizioni climatiche ed ambientali svedesi.

Il nome Volvo deriva dal verbo latino volvere (rotolare, scorrere) e fu scelto inizialmente per commercializzare cuscinetti a sfera SKF; inoltre la fabbrica venne fondata con il denaro, appunto, della SKF. Il simbolo Volvo rappresenta l'antico simbolo chimico del ferro, scelto per simboleggiare la resistenza del ferro utilizzato in Svezia per la produzione di auto, ferro in effetti di eccellente qualità. La linea diagonale, attraverso la griglia, venne poco dopo per fissare il simbolo attuale al radiatore.

Nel 1999 AB Volvo vende la sua divisione autovetture, la Volvo Car Corporation, alla Ford Motor Company, assicurandosi però che il marchio continuasse a essere usato dalle società del gruppo Volvo.

Nel 2001 il gruppo Volvo ha acquisito il comparto costruzione veicoli industriali della Renault fondando la Renault Trucks, ampliando ulteriormente l'importanza dell'azienda nel settore e divenendo il secondo costruttore mondiale di autocarri con i marchi Volvo Trucks e Renault Trucks.
l marchio Volvo gode di una solida posizione in tutto il mondo.

Per questo, quando la AB Volvo vendette alla Ford la sua divisione autovetture con la possibilità per entrambi di continuare a usare il marchio Volvo, AB Volvo e Ford decisero di fare una società in comune al 50% chiamata Volvo Trademark Holding AB, il cui scopo è quello di conservare, proteggere e preservare i marchi Volvo.

Il marchio Volvo è di proprietà comune (50/50) tra Volvo Group e Volvo Car Corporation (Ford). È stata venduta alla casa automobilistica cinese Geely durante i primi mesi di Aprile 2010.

L’emblema del ferro della Volvo, vecchio di almeno 80 anni, fa ora un grande ritorno come logotipo aggiornato. Da una posizione meno preminente, per molti anni, sulla griglia di tutti i veicoli Volvo, ora il logo è stato riportato al centro. Letteralmente.

Quando nell’agosto 1926 fu presa la decisione di cominciare a produrre automobili Volvo, il finanziatore Svenska Kullagerfabriken – SKF – riattivò a questo scopo una compagnia che era stata inattiva sin dal 1920. Il nome di quella compagnia era Volvo ed era stato creato nel 1915 per la manifattura e la commercializzazione di cuscinetti per l’industria automobilistica.


Volvo – semplice, corto e facile da pronunciare
Una piccola componente dell’organizzazione aziendale SKF si presentatava con il nome Volvo. Non solo era un nome ingegnosamente semplice, era anche facile da pronunciare in molti paesi del mondo e con un minimo rischio di errori di ortografia. E la cosa migliore di tutto ciò era la sua relazione di grandissima efficacia simbolica con tutte le attività della compagnia.

“Volvere” è il modo infinito del verbo “ruotare” in latino. Nella sua prima persona singolare, il verbo “volvere” diventa “volvo”, cioè “Io ruoto”.
La sua forma latina dà origine a numerose derivazioni della parola che in un senso o in un altro, e anche in molte lingue, descrive un movimento ruotante, per esempio “rivoltella”. Ogni cosa che ruota.
Quando iniziarono le attività, esse vennero descritte in questo modo: “Cuscinetti a sfera, cuscinetti ruotanti, macchine, trasmissioni, automobili, biciclette, materiale rotabile, dispositivi di trasporto, mezzi di trasporto di tutti i tipi e parti di accessori per i prodotti suddetti”.

Tutte quelle cose non furono realizzate, ma proprio alcune automobili Volvo e altri mezzi di trasporto sono stati prodotti in quegli anni. Alcuni altri prodotti che portavano anch’essi il marchio commerciale Volvo sono curiosità, come il fornello a gas, le roulotte da campeggio e le sedie da ufficio. E il nome si adegua ancora perfettamente alle operazioni della compagnia.

L’antico logotipo
Nello steso tempo come è stato riattivato il nome Volvo, l’antico simbolo chimico del ferro, un cerchio con una freccia puntata diagonalmente verso destra, è stato adottato come logotipo.
Questo è uno dei più vecchi e più comuni ideogrammi nella cultura occidentale e originariamente rappresentava il pianeta Marte presso l’Impero romano. Poiché esso simboleggiava anche il dio romano della guerra, Marte, e il genere maschile, un’antica relazione fu stabilita tra il simbolo di Marte e il metallo dal quale venivano forgiate la maggior parte delle armi a quel tempo, il ferro.

Come tale, l’ideogramma è stato a lungo il simbolo dell’industria del ferro, non da meno in Svezia. Il simbolo del ferro sull’automobile si supponeva che riprendesse questo simbolismo e creasse associazioni con le onorate tradizioni dell’industria svedese del ferro: acciaio e potenza con caratteristiche quali sicurezza, qualità e durata. La nuova auto ottenne la scritta Volvo con un tipo di carattere personale e distintivo, Egyptian.
Oggi, il logo del ferro rappresenta ancora il marchio che si identifica con un design moderno ed eccitante e possiede un rapporto fortemente emozionale con i clienti.
Il logotipo fu completato con una banda diagonale continua attraverso il radiatore, fin dalla prima macchina nell’aprile 1927. La striscia rispondeva originariamente ad una necessità tecnica per tenere fermo il distintivo di metallo cromato, ma gradualmente si trasformò in un simbolo decorativo. Esso è ancora collocato in diagonale sulla griglia di ogni veicolo Volvo.
Ora, comunque, si troverà il simbolo del ferro anche in una forma leggermente modernizzata al centro del volante e dei cerchi ruota, e in tutto il materiale di comunicazione come cartelloni pubblicitari, brochures, articoli di cancelleria, siti internet, merchandise e così via.

Io sto ancora ruotando
Nel 1999, la Volvo Car Corporation fu venduta dal suo proprietario AB Volvo alla Ford Motor Company. Fu stipulata però una riserva: che il marchio fosse usato anche in futuro sia dalle Volvo Cars e dal resto delle compagnie nel Volvo Group.
Il marchio fu di conseguenza introdotto in una società finanziaria, la Volvo Trademark Holding AB, che è di proprietà al 50 per cento sia di Volvo che di Ford, e la cui direzione decide su come il nome può essere usato e in quale contesti.
Attualmente, il gruppo direttivo dell’intera compagnia è formato da Leif Johansson, presidente & CEO di AB Volvo e da Bill Ford Jr, Chairman & CEO della Fod Motor Company.

La Volvo fu fondata a Göteborg, in Svezia, nel 1927 come sussidiaria della SKF, fabbrica produttrice di cuscinetti a sfera, dai due soci Assar Gabrielsson e Gustav Larsson.

Il marchio Volvo fu registrato per la prima volta dalla SKF l'11 maggio 1915 con l'intenzione di utilizzarlo per una serie speciale di cuscinetti a sfera da esportare nel mercato americano, ma non venne mai utilizzato. Venne ripreso nel 1927 per le automobili, dal momento che il termine latino "volvo", termine indicante movimento, dinamicità, poteva adattarsi molto bene anche alla produzione di autovetture.

Il nome Volvo deriva dal latino volvere (rotolare, scorrere) e venne scelto in quanto uno dei due soci fondatori aveva lavorato per la fabbrica di cuscinetti a sfera SKF, che divenne uno dei loro primi clienti. Il simbolo Volvo rappresenta l'antico simbolo chimico dell'acciaio, scelto per simboleggiare la resistenza dell'acciaio di ottima qualità utilizzato in Svezia per la produzione di auto. La linea diagonale, attraverso la griglia, fu adottata poco dopo per fissare il simbolo attuale al radiatore.

Fin dagli albori al centro delle attenzioni della Volvo c'era la sicurezza.

La prima autovettura Volvo venne prodotta il 14 aprile 1927, e venne chiamata ÖV 4. La produzione continuò con automobili progettate per resistere alle dure condizioni climatiche ed ambientali svedesi.



L'autobus Volvo B 615 (1958)
In seguito il gruppo Volvo si espanderà in altri settori, come gli autocarri (oggi Volvo è il secondo produttore al mondo di autocarri pesanti), autobus, macchinari per l'edilizia, trattori agricoli, motori marini, ecc.

Nel 1964 la Volvo aprì la fabbrica di Torslanda, ancora oggi uno dei suoi più importanti impianti di produzione, dove vengono assemblati i fuoristrada e le auto di classe elevata.
Nel 1965, venne aperto un impianto di produzione a Gand (Belgio), attualmente il secondo impianto della Volvo per importanza, dove vengono prodotte principalmente le auto di fascia medio bassa ed alcune delle più importanti numericamente.

Gli inizi degli anni settanta segnarono eventi importanti nella storia aziendale, con l'acquisto, nel 1975, del comparto costruzione automobili dell'olandese DAF e con la firma di una joint-venture con Peugeot e Renault per la progettazione e costruzione di un motore di successo, il PRV, adottato poi da molte altre auto, ad esempio l'italiana Lancia Thema.

Nel 1989, venne aperto un nuovo impianto a Uddevalla, in cooperazione con la Pininfarina, dove vengono principalmente prodotte le auto di nicchia.

Nel 1999 il gruppo Volvo vende la sua divisione autovetture al gruppo Ford Motor Company.

Dall'inizio del 2009 cominciarono a circolare voci sulla vendita da parte della Ford ad una delle aziende cinesi del settore automobilistico[1]. Nel dicembre 2009 è stata diffusa la notizia che Ford e la cinese Geely hanno trovato un accordo per la vendita stessa, da perfezionarsi nel primo trimestre del 2010[2]. L'annuncio ufficiale della cessione è stato rilasciato da Ford il 28 marzo 2010 e dovrebbe essere perfezionato entro il terzo trimestre 2010.[3]

Nel Marzo 2010 l'accordo definitivo viene firmato per 1.8 miliardi di dollari. La Commissione Europea e il ministero del commercio cinese approvano l'accordo in Luglio 2010. In agosto 2010, Geely compie la più grande acquisizione oltremare per un'azienda automobilistica cinese.

Stefan Jacoby, ex amministratore delegato in Volkswagen America, diventa presidente e amministratore delegato di Volvo Car Corporation il 16 agosto 2010, sostituendo Stephen Odell, che era amministratore delegato di Ford Europe. Li Shufu diventa presidente del consiglio di amministrazione di Volvo Cars.

Nel 2012 Håkan Samuelsson, ex presidente della società tedesca MAN, diventa nuovo presidente di Volvo Cars















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