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 fiat campagnola

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el magutt

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MessaggioTitolo: fiat campagnola    Sab Ago 30, 2014 2:27 pm

La Fiat Campagnola è un'automobile fuoristrada, prodotta dall'industria automobilistica Fiat, nelle versioni "1101 Campagnola" e "1107 Nuova Campagnola", dal 1951 al 1987
La Fiat 1101 Campagnola venne realizzata in vista di un bando pubblico per la fornitura di vetture per l'esercito italiano, in sostituzione delle ormai obsolete Jeep Americane. La vettura doveva essere il primo fuoristrada Italiano. Al concorso pubblico (1951) prevalse sul progetto concorrente della Alfa Romeo (che aveva presentato la 1900M Matta) superiore tecnicamente ma ritenuta troppo costosa rispetto alla Campagnola che attingeva buona parte dei suoi componenti da vetture FIAT in produzione; la versione civile venne lanciata in occasione della Fiera del Levante di Bari nel settembre 1951 e subito prodotta per l'Esercito (ma fornita successivamente a tutti gli Enti militari) a partire da quell'anno con le sigle AR 51, AR 55 e AR 59 (dove "AR" sta per "Autovettura da Ricognizione" e il numero indica l'anno di entrata in servizio del modello; fanno eccezione la AR51B del 1958 e la AR55 ps del 1961).

L'iniziale denominazione 1101 Alpina venne considerata troppo "militaresca" (per non richiamare alla guerra da poco conclusa) e fu subito mutato in Campagnola, allo scopo di sottolineare la possibilità di impiego anche per uso civile e, specialmente, agricolo. La nuova denominazione venne decisa da Dante Giacosa, preoccupato di non urtare la suscettibilità delle organizzazioni sindacali che, nel secondo dopoguerra, si dimostravano piuttosto ostili alla produzione per scopi militari[1].

Durante la sua lunga vita è stata adattata e costruita in numerose versioni, anche specializzate per servizi civili e militari (versioni spazzaneve, fotoelettriche chiamata anche faronata e carro attrezzi) e/o variando l'interasse e lo sbalzo posteriore (versioni speciali per i VVF e versioni ambulanza). Oltre che dall'Esercito Italiano è stata adottata, fin dalle sue prime versioni, anche dai Carabinieri e dalla Pubblica Sicurezza poi rinominata Polizia, successivamente anche in una versione speciale denominata AR55 PS. Molti carrozzieri dell'epoca come Savio e Boneschi, utilizzarono il telaio della Campagnola per allestire speciali versioni (la più nota è la versione Hard Top allungata della Savio di Torino) prodotte in discrete quantità (anche per la RAI Radiotelevisione Italiana). Sono note anche gli allestimenti della ditta ISOLI in versione carro attrezzi, molto apprezzate all'epoca e tuttora utilizzate.

Anno Versione Allestimento Motore Note
1951/55 Militare AR51 105.007
1955/58 Militare AR55 105A.007/105B.007 Militare
1961/71 Militare AR55PS 105B.055 sottoversioni B192, B220, B492 (accensione con pulsante)
1958 Militare AR51B (prima versione) 105B.007
1958/59 Militare AR51B (versione definitiva) 105B.017
1959/73 Militare AR59 105B.017 sottoversioni B200, B202, B206 (torpedo, aviolancio e cannoniera)
1951/55 Civile (alimentazione a benzina) CAMPAGNOLA 1101 105.007
1955/73 Civile (alimentazione a benzina) CAMPAGNOLA A 1101A 105A.007/105B.007 Aggiornata nel 1958
1953/55 Civile (alimentazione Diesel) CAMPAGNOLA DIESEL 1102 305.007
1955/59 Civile (alimentazione Diesel) CAMPAGNOLA DIESEL A 1102A 305B.007 Aggiornata nel 1958
1960/68 Civile (alimentazione Diesel) CAMPAGNOLA DIESEL B 1102B 305D.007
1969/73 Civile (alimentazione Diesel) CAMPAGNOLA DIESEL C 1102C 237A.053 (pompa lineare), 237A.007 (pompa rotativa)
Nel 1973 terminò ufficialmente la produzione, dopo essere stati prodotti 39 076 veicoli di cui 7 783 in versione Diesel.


La Campagnola è lunga 3.775 m, larga 1.600 m e alta 1.945 m. L'interasse delle ruote è di 1.365 m per un passo di 2.300 m. L'altezza minima dal suolo è di 0.27 m.


La Campagnola Diesel prima serie
Era dotata inizialmente di un motore a benzina a 4 cilindri Fiat da 1900 cm³ (105.007) che sviluppava 39 kW, affiancato a partire dal 1953 da un motore diesel da soli 29 kW. a 4600 giri/min (305.007). Nel 1955 sono stati montati un nuovo motore benzina da 45Kw e un diesel da 31,5 kW. Le versioni benzina potevano arrivare a 116 km/h, mentre le motorizzazioni diesel potevano arrivare a soli 85 e 95 km/h.

Nel 1955 viene introdotta la nuova versione AR55 e contemporaneamente la Campagnola 1101A con motore 105A.007 e la Diesel A. Nel 1960 entra in produzione la Diesel B con motore 305D.007 (lo stesso del furgone 615N1). Nel 1969 avviene l'ultimo aggiornamento con l'introduzione della Diesel C con il nuovo motore 237a.007 derivato dal furgone 241tn.

La versione ar59 prodotta a partire dal 1959, veniva prodotta con il motore 105B.017 ed impianto elettrico immergibile a 24V, così da favorirne l'utilizzo anche in situazioni estreme. Il motore di 1900 cc era un 4 cilindri benzina alimentato da un carburatore SOLEX 32 CBI poi SOLEX 32x30 ad aspirazione invertita; filtro a bagno d'olio, la potenza è passata dai 53 Cv iniziali fino ai 64 Cv delle versioni finali. Il motore diesel derivava direttamente dal blocco benzina (sostituendo la testata con una a camera di turbolenza tipo Comet); sviluppava inizialmente 40 Cv poi arrivati nell'ultima versione a 48 Cv.

La trasmissione era sulle ruote posteriori ed inseribile su quelle anteriori, con sospensioni indipendenti all'avantreno e a ponte rigido al retrotreno.

Venne prodotta su licenza anche nella ex Jugoslavia dalla Zastava con le sigle AR51/V e AR55/V in varie versioni anche con tetto metallico e con sbalzo posteriore allungato.

el dicembre 1951, due Fiat Campagnola allestite dalla sezione Allestimenti Speciali della Fiat in versione lunga torpedo, guidata da Cesare Butti, compì la traversata Algeri-Città del Capo andata e ritorno in 11 giorni 4 ore e 54 minuti, stabilendo un record mondiale tuttora mai eguagliato

Presentata al Salone di Belgrado del 1974 in versione civile, la Fiat 1107 Nuova Campagnola fu prodotta fino al 1987. La versione militare venne realizzata nel 1976, denominata "AR76" (cambio a 4 rapporti), ed aggiornata in diversi dettagli nel 1979, con il modello "AR76/A" (cambio a 5 rapporti).

La "Nuova Campagnola" era un fuoristrada puro, di concezione interamente nuova rispetto al modello precedente: aveva la scocca portante (che permetteva di avere una notevole luce a terra) invece del classico telaio separato, aveva 2 longheroni a "doppia c" con traverse direttamente saldate al fondo scocca, la trazione posteriore con l'anteriore inseribile, riduttore con un rapporto molto corto (3.87:1), sospensioni indipendenti a barre di torsione su tutte e quattro le ruote (posteriori con doppio ammortizzatore) e differenziali autobloccanti sia all'anteriore che al posteriore.

La motorizzazione a benzina era un 2.0 litri derivato dalle berline Fiat 131 e 132, opportunamente semplificato e depotenziato con una potenza massima di 80 CV a 4500 giri/minuto e coppia massima di 150,92 Nm (15,4 kgm) a 2800 giri/minuto, successivamente (a partire dal 1978) per un uso gravoso in fuoristrada (per evitare desincronizzazione della distribuzione in caso di guado) fu sostituita la classica cinghia della distribuzione con una più affidabile catena. Nel 1979 furono introdotte alcune modifiche alla scocca che fu irrobustita ed unificata in vista della nuova motorizzazione a gasolio realizzata dalla Sofim, con cilindrata di 2445 cm³, potenza massima di 72 CV (52,9 kW) a 4200 giri/minuto e coppia massima di 147,1 N·m (15 kgm) a 2400 giri/minuto. Alcune modifiche all'assetto delle sospensioni portarono alla riduzione della campanatura delle ruote posteriori per risolvere problemi di usura di crociere e ruote. Sempre nel 1979 venne sostituito il cambio a 4 marce del motore a benzina con una nuova versione a 5 marce che riduceva leggermente i consumi e rendeva la scarsa potenza del propulsore più fruibile.

Per quanto riguarda le prestazioni la versione benzina più recente può raggiungere una velocità massima superiore a 120 km/ora (diesel 115 km/h), nella versione militare dotata all'origine di impianto elettrico stagno (bobina, spinterogeno, candele, alternatore e scatola fusibili) la capacità di guado (senza snorkel) è di 70 cm max. L'altezza minima da terra rilevata al centro delle ruote è di ben 33 cm, mentre quella "a pieno carico" è pari a 27,5 cm, l'angolo di attacco anteriore è di 45°, l'angolo di uscita è di 46°, l'angolo di dosso è di 35°, la pendenza massima superabile è di oltre il 150% (angolo di inclinazione 56°), l'inclinazione massima laterale è di 45° e la particolare configurazione del "fondo" completamente libero da ostacoli permette di superare agevolmente ostacoli come fango, neve, sabbia e massi senza pericolo di incagliarsi. La Nuova Campagnola, inoltre, grazie ai suoi rapporti ridotti molto corti (di ben 3,5 volte rispetto alle marce normali) raggiunge una coppia di ben 54 kgm, rendendola particolarmente adatta al traino pesante.


La Campagnola può essere usata come Posto di Comando mobile o come centrale radio mobile. Può essere dotata delle apparecchiature di primo soccorso (versione ambulanza). L'impianto elettrico è a 12 volts per la versione civile, mentre la versione AR76 ha un impianto a 24 Volts.

La Renault nel 1976 costruì in collaborazione con la Fiat una ventina di esemplari della Nuova Campagnola con motore Renault type 829. Si trattava della Renault TRM 500, nata per aggiudicarsi la fornitura di un automezzo da ricognizione per l'esercito francese, il quale tuttavia scelse il Peugeot P4, fuoristrada costruito su licenza derivato dal Mercedes Classe G Wolf. La Nuova Campagnola venne anche esportata nell'ex Yugoslavia con la sigla 1107 JD in collaborazione con la "Zastava" che successivamente elaborò anche una versione con tetto rigido ad uso ponte radio mobile.

Una Nuova Campagnola è stata donata al Papa nel 1980 durante la sua visita a Torino ed ha svolto la funzione di Papamobile; Giovanni Paolo II si trovava su quella vettura quando fu ferito nell'attentato del 1981.

Il gruppo Fiat ha messo in commercio dal 2008 l'erede della Campagnola: l'Iveco Massif. Agli inizi del 2008 il gruppo Fiat ha reso noto che il nome Campagnola sarà utilizzato per la commercializzazione in alcuni mercati del nuovo Iveco Massif[1]. Nell'ottobre 2008 è uscita una serie limitata del Massif commercializzata in Italia con il nome Campagnola afro flower
Costruttore bandiera Fiat
Tipo principale Fuoristrada
Produzione dal 1951 al 1987
Sostituita da Iveco Massif









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MessaggioTitolo: campagnola iveco/massif   Lun Nov 21, 2016 9:15 pm

nuova campagnola iveco
Titolo 1
Iveco Campagnola

Dopo oltre vent'anni rinasce la storica Campagnola, il fuoristrada della Fiat più amato d'Italia, che venne prodotto, in versioni diverse, dal 1951 al 1987.
La nuova Campagnola ha il marchio Iveco e deriva da Massif, il veicolo off-road 4x4 lanciato lo scorso marzo.

Iveco è uno dei pochi produttori al mondo a offrire una gamma completa di veicoli a trazione totale e con Massif l'azienda è entrata in un segmento del trasporto professionale completamente nuovo, rivolgendosi, per la prima volta, al segmento dei fuoristrada leggeri a due volumi.
Iveco Campagnola amplia l'offerta con un modello specifico per il trasporto persone, senza rinunciare alle caratteristiche di vero fuoristrada che decretò il successo della sua progenitrice: telaio a longheroni, trazione integrale, elevata mobilità e capacità di disimpegno su tutti i terreni. In più, aggiunge quelle qualità di comfort e di guidabilità richieste da un moderno fuoristrada
- See more at: http://www.iveco.com/it-it/sala-stampa/cartella/Pages/Ivecocampagnola.aspx#sthash.k4lqpP7f.dpuf
L'Iveco Massif è un fuoristrada prodotto dalla casa automobilistica italiana Iveco a partire dalla fine del 2007 al febbraio 2011 in numerose varianti di carrozzeria. Alla fine del 2008 fu introdotto nel listino anche l'Iveco Campagnola che altro non era che una versione più potente e meglio equipaggiata dell'originale Massif. L'Iveco Campagnola e il Massif sono i diretti discendenti dei fuoristrada Alfa Romeo Matta e Fiat Campagnola prodotti durante il dopoguerra italiano.

La Massif nacque come un fuoristrada robusto e spartano adatto alle situazioni più estreme; il progetto approvato agli inizi del 2006, fu sviluppato con il supporto della Santana Motor[1] che ha fornito gran parte della meccanica e dei componenti. La Santana in passato assemblava su licenza le prime generazioni del Land Rover 109 per poi proporre una versione aggiornata e rivista (la PS10 Anibal marchiata Santana) e proprio da quest'ultima derivò la Massif.

Lo stile era stato curato da Giorgetto Giugiaro per mezzo della Italdesign[2] e come tema fu reinterpretata la storica Campagnola in chiave moderna senza però tradire la vocazione off-road del veicolo. Il frontale infatti era caratterizzato dalla grande calandra a forma di U con marchio Iveco incorporato, la fanaleria era di forma circolare mentre i paraurti erano realizzati in plastica e non verniciati. La fiancata presentava i passaruota bombati protetti dagli appositi scudi paracolpi ed una piccola presa d'aria alle estremità del cofano incrementava la quantità di aria a disposizione per raffreddare il motore.

La coda invece presentava sul portellone la ruota di scorta e nelle versioni pick-up erano disponibili rifiniture in plastica grezza attorno ai fanali oppure la griglia in metallo protettiva.
nternamente invece si notava la maggiore differenza rispetto alla sorella PS-10: la plancia, sebbene realizzata con plastiche di qualità mediocre, possedeva degli assemblaggi abbastanza precisi, il disegno era spigoloso con la parte centrale della console che ospitava l'autoradio oppure lo schermo nel navigatore satellitare (proposto a pagamento) mentre più in basso erano presenti i comandi del climatizzatore manuale. Numerosi erano i vani a disposizione, il quadro strumenti era lo stesso utilizzato dai veicoli commerciali prodotti dalla Iveco[3], di facile lettura con retro illuminazione rossa. Di fronte al passeggero era presente un grande maniglione, mentre le bocchette d'aerazione dalla forma circolare erano le stesse utilizzate dal Fiat Ducato. La plancia era disponibile in differenti tonalità e sulle versioni più accessoriate erano disponibili anche gli inserti in plastica in color alluminio.

Il Massif con carrozzeria cinque porte poteva trasportare fino a sette persone grazie alla panchetta posteriore. Veniva proposto in un unico allestimento denominato SW in cui la dotazione di serie risultava molto povera: erano disponibili solo il differenziale posteriore autobloccante ed il divano posteriore sdoppiato. A pagamento gli alzavetri elettrici anteriori e posteriori, la chiusura centralizzata, il gancio traino, l'autoradio CD e MP3, il climatizzatore manuale (anteriore e posteriore), il volante in pelle, il tergilunotto, la copertura della ruota di scorta, gli interni in pelle, il tetto in tinta carrozzeria, il verricello e la protezione della coppa dell'olio motore.

Il Massif veniva prodotto dalla Santana Motor presso lo stabilimento di Linares in Spagna. La produzione annua ammontava a circa 4.500 esemplari[3] commercializzati in tutta Europa.


Il telaio aveva una struttura a traverse e longheroni in acciaio e motore longitudinale. Le sospensioni anteriori e posteriori erano configurate secondo lo schema a ponti con molle a balestre che risultava particolarmente efficace nel fuoristrada (inclinazione laterale 40°) e su strada, ma penalizzava il comfort. La trazione era posteriore con l'integrale inseribile manualmente ed era previsto di serie il bloccaggio del differenziale posteriore. Il cambio era un manuale a 6 rapporti con 6 ridotte prodotto dalla ZF che permetteva al Massif di superare pendenze fino a 45° (100%) grazie all'angolo d'attacco di 50° e all'angolo di uscita di 34°. La massima inclinazione laterale era di 40° con un'altezza da terra senza ingombri di 250 mm; inoltre l'assale anteriore veniva realizzato in acciaio ed era in grado di sopportare un carico massimo fino a 1.072 kg mentre quello posteriore (sempre in acciaio) ne sopportava fino a 2.150 kg.

Il motore era un 3,0 litri HTP turbodiesel[2] common rail a quattro cilindri prodotto dalla Sofim Iveco è stato eletto "miglior motore per fuoristrada", grazie alle performance e alla particolare affidabilità, era infatti in grado di percorrere più di 600000 km senza problemi. La distribuzione era a quattro valvole per cilindro con doppio albero a camme in testa, il monoblocco era in ghisa. La cilindrata era di 2.998 cm³ ed era disponibile in due differenti varianti entrambe omologate Euro 4: la versione con turbina a geometria fissa (FG) con potenza massima di 146 cavalli (107 kw) erogati a 3.500 giri al minuto con una coppia massima di 350 N·m disponibili a 1.400 giri al minuto. La versione con turbina a geometria variabile (VGT) erogava 176 cavalli (129,4 kW) a 3.500 giri al minuto con una coppia di 400 N·m disponibile a 1.250 giri al minuto. La velocità massima dichiarata per la versione da 176 cavalli era di 165 km/h con un consumo medio pari a 11,1 km/l ed emissioni di anidride carbonica pari a 294 grammi emessi al km nel ciclo combinato. Nel funzionamento con la sola trazione posteriore i consumi venivano ridotti del 10% circa.

L'impianto frenante sfruttava quattro dischi auto ventilati con quelli anteriori dal diametro di 295 mm. Optional il sistema anti bloccaggio delle ruote motrici (ABS) che agiva attraverso una rete di sensori per migliorare la frenata del veicolo. Invece era di serie il sistema FWH (acronimo di Free Wheel Hub) che rendeva libere le ruote anteriori in modo da evitare la rotazione di componenti, ciò aveva permesso di ridurre sensibilmente i consumi.

veco Campagnola[modifica | modifica wikitesto]
Dalla fine del 2008 l'Iveco introdusse nella propria gamma la Campagnola[4], versione lussuosa della Massif caratterizzata dalla dotazione di serie arricchita[5]. La Campagnola prendeva spunto dal fuoristrada originale proposto dal marchio Fiat nella metà degli anni cinquanta e, come l'antenata, è stata offerta nella sola variante di carrozzeria a tre porte. Il motore 3.0 HTP diesel da 176 cavalli rende l'auto abbastanza agile e dalle prestazioni vivaci benché i costi di gestione risultino elevati. Rispetto al Massif la Campagnola disponeva di serie l'ABS, la chiusura centralizzata con antifurto, il climatizzatore manuale, la selleria e il volante in pelle, il tetto in tinta carrozzeria e il tergilunotto. La produzione della Campagnola iniziò alla fine del 2008, inaugurata dai primi 499 esemplari della Opening Edition[3], e le consegne partirono nel 2009.

Versioni e allestimenti[modifica | modifica wikitesto]

L'Iveco Alpina, unico esemplare destinato all'esercito
Il Massif è stato proposto in quattro differenti carrozzerie allestite per andare incontro a una fascia di clientela abbastanza vasta[2]: la versione tre porte, lunga 4,25 metri disponeva di quattro posti, con un bagagliaio capace di contenere fino a 1.800 litri con il divano posteriore reclinato. La versione cinque porte fu omologata come una cinque posti, ma in aggiunta si poteva montare una panca con altri due sedili. La lunghezza era di 4,72 metri ed il bagagliaio conteneva fino a 2.333 litri. A questi due modelli si aggiungeva la versione pick-up lunga 4,55 metri con cassone posteriore in alluminio e portata utile fino a 1.100 kg. Il Massif veniva offerto anche nella versione chassis-cab con pianale posteriore libero e possibilità di trasformazione presso i carrozzieri in ambulanza, autopattuglia, cassone pick-up maggiorato oppure altre trasformazioni per uso speciale (come spazzaneve o carro attrezzi). Non sono mancate versioni speciali derivate dal Massif: nel 2009 è stata realizzata l'Iveco Alpina, una versione prodotta in un unico esemplare destinata al Centro Addestramento Alpino - Reparto Attività Sportive dell'Esercito Italiano[6]. La carrozzeria a cinque porte è stata verniciata con uno schema mimetico mentre il motore era il classico 3,0 litri HPT erogante 176 cavalli[7]. Inoltre nel giugno del 2008 all'esposizione Pitti Uomo di Firenze l'Iveco ha presentato la versione speciale Massif Italia Independent realizzata su richiesta per clienti facoltosi. La Massif Italia Independent aveva la carrozzeria cinque porte ed era verniciata in un marrone opaco, con calandra e marchio Iveco imbruniti, paracolpi laterali opachi e paraurti anteriore tubolare con scudo paracolpi in alluminio. Un importante sostegno è stato dato a diversi eserciti con la versione LUV: light utility vehicle, dotata di differenziale anteriore bloccabile, paraurti modificati, verricello, gancio di traino e protezioni sottoscocca.

All'inizio del 2011 l'azienda Santana Motor che la produceva fallì, ciò portò all'interruzione della produzione

Costruttore bandiera Iveco
Tipo principale Fuoristrada
Produzione dal 2008 al 2010
Sostituisce la Fiat Campagnola
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.228 (3 porte) mm
4.720 (5 porte) mm
4.548 (pick-up) mm
Larghezza 1.750 mm
Altezza 2.050 mm
Passo 2.452 (3 porte) mm
2.768 (5 porte e pick-up) mm
Massa da 2.035 a 2.065 kg
Altro
Assemblaggio Linares, Jaén, Spagna
Progetto Santana Motor
Stile Giorgetto Giugiaro
(Italdesign)
Altre antenate Alfa Romeo Matta
Stessa famiglia Land Rover Defender
Santana PS-10 Aniba

Dopo circa vent'anni, torna la mitica Campagnola, non più sotto l'egida Fiat, ma con il marchio Iveco. La progenitrice di questa nuova fuoristrada venne prodotta, nelle varie versioni, in oltre 40 mila esemplari dal 1951 al 1987 e la denominazione fu scelta da Dante Giacosa, il papà della vecchia 500.

La nuova Campagnola deriva dalla 4x4 Massif lanciata lo scorso anno; per lo sviluppo di entrambi i veicoli sono stati investiti 60 milioni di euro, compresa la quota del partner spagnolo Santana. Lo stile della Campagnola è firmato dall'Italdesign di Giugiaro e dal Centro stile Fiat. Nel frontale, spicca il caratteristico design della griglia del radiatore, mentre gli interni sono ben rifiniti.

Disponibile soltanto nella variante a tre porte e quattro posti, l'off-road (nelle tonalità avorio e verde salvia) ha un passo di due metri e 45, è lunga quattro metri e 25 ed è equipaggiata con un motore quattro cilindri turbodiesel di tre litri HPT Euro 4 (di derivazione Daily) da 176 CV, abbinato a un cambio a sei rapporti (più sei ridotte) e alla trazione integrale.

campagnola

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