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 gruppo fiorentini

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el magutt

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MessaggioTitolo: gruppo fiorentini   Gio Ott 02, 2014 6:00 pm

La Ing. F. Fiorentini & Co. S.p.A. (o semplicemente Fiorentini S.p.A.) è stata un'azienda italiana nel settore delle macchine per il movimento terra e per l'edilizia, produttrice del primo escavatore italiano.[
Fondata a Roma come semplice "Ufficio di Ingegneria" nel 1901, dall'ing. Filippo Fiorentini, e divenuta S.p.A. nel 1919 la Fiorentini iniziò la sua attività di meccanizzazione dei cantieri edili producendo, verricelli elettrici, betoniere, martelli pneumatici, ed altri macchinari per l'edilizia.

Nel 1930 cominciò a produrre e vendere su licenza di aziende americane escavatori, ruspe e autogrù, aprendo stabilimenti anche a Fabriano, ma già nel 1936, a causa delle cattive relazioni tra il governo italiano e quello degli Stati Uniti d'America la fornitura di componenti angloamericane si fece più difficoltosa.

Nel 1937 dagli stabilimenti di Fabriano usciva l'FB 50 primo escavatore interamente progettato e realizzato in Italia.[2] Negli anni successivi, fino alla definitiva chiusura nel 1975, gli escavatori Fiorentini parteciparono a tutte le grandi opere pubbliche italiane.

Il 3 marzo 1944 un bombardamento alleato colpì gli stabilimenti di via Tiburtina (attuale via Filippo Fiorentini) a Roma uccidendo 117 dipendenti su 180 presenti e l'ing. Fiorentini morì di li a poco di crepa cuore[3][4], gli succedette il figlio Giuseppe. Dopo la guerra l'azienda attraversò un periodo di rifioritura, specie grazie a grossi contratti per la fornitura di escavatori all'URSS. Vennero ampliati gli stabilimenti romani e aperta una filiale in Canada (Toronto), nonché concessionari in numerosi paesi asiatici, africani e sudamericani.

All'inizio degli anni '70 la riconversione, da bellica a civile, dell'industria russa decretò un drastico calo delle richieste e nel 1967 l'azienda, fortemente indebitata, fu posta sotto il controllo dell'IMI. Infine nel 1975 in grave dissesto finanziario, fu acquisita dalla Società per le Gestioni e Partecipazioni Industriali e chiusa dopo pochi anni.[5

Nell'intero periodo di attività la Fiorentini produsse quasi 20 modelli di escavatori in diverse versioni, e decine di modelli di autogrù, oltre che un modello di gru a torre, la GT 12/25, e altre gru, gru a ponte, autocarri e MTT di vario genere.

Escavatori[modifica | modifica wikitesto]
Tra gli escavatori vennero in particolare prodotti: L'FB 50, primo escavatore (a corda) prodotto interamente dall'azienda e primo ad essere completamente progettato e realizzato da un'azienda italiana, la prima versione costruita aveva una capacità di 500 litri (il cucchiaio). l'FB 35, versione ridotta dell'FB 50, FB 80 e FB 120, sempre a corda e infine l'FB 200, il più grande escavatore prodotto dall'azienda, capacità del cucchiaio: 2650 litri.



Autogrù[modifica | modifica wikitesto]
Le autogrù erano prodotte inizialmente solo su cingoli, come le autogrù F54, F12, F16, sul disegno degli escavatori e, raramente, su gomma, come per l'FB32, ma già dagli anni 50 si iniziò a produrre anche gru su autocarro come la F500 e la F700 e più tardi l'FH30.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]
Nel luglio del 1948 l'azienda iniziò la pubblicazione de "il Cantiere", rivista aziendale a cadenza bimestrale, con l'intento, oltre che pubblicitario, di sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica alla meccanizzazione dei cantieri, che vedevano al tempo molte mansioni ancora svolte manualmente, specie fuori dalle grandi città. La pubblicazione fu interrotta alla fine degli anni '60.
La sigla FB che segnava tutti i modelli deriva dalle iniziali F per Fiorentini e B per Bucyrus International, compagnia americana della quale in quel periodo la Fiorentini era rappresentante in Italia. Alla sigla seguiva il numero, che, in decine, indicava i litri di capienza della benna, per gli escavatori.

Filippo Fiorentini (Imola, 1876 – Roma, 1944) è stato un ingegnere e imprenditore italiano, fondatore della Ing.F.Fiorentini S.p.A.. Nel 1937 portò a termine la costruzione del primo escavatore italiano
Nacque a Imola, città di origine della madre Maria Goletti, figlia di ricchi industriali imolesi.

Nel 1881 il padre Giuseppe, bellunese, funzionario del Ministero dell'Interno, si trasferisce con la famiglia a Roma, dove nel 1900 Fiorentini si laurea in Ingegneria civile ed elettronica.

L'esordio[modifica | modifica wikitesto]
Pur avendo la possibilità di accedere facilmente all'amministrazione statale, decidette di dedicarsi alla libera professione e nel 1901 aprì un "ufficio di ingegneria" nell'appartamento paterno a Roma.

Perseguendo l'obbiettivo di meccanizzare i cantieri italiani e recuperare il grande divario con i paesi più industrializzati di quel tempo, importò dalla Germania una escavatrice, al fine di dimostrare agli scettici imprenditori edili del tempo, i benefici che si potevano trarre dall'utilizzo di questi macchinari.

Il matrimonio e la parentesi della guerra[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1915 sposò Paola Blasetti da cui ebbe un figlio Giuseppe e una figlia Annamaria. Nel 1916 partì volontario per il fronte come tenente del genio. Dopo un periodo passato al fronte, venne scelto per organizzare a Roma il Comitato di Mobilitazione Industriale, di cui divenne segretario generale con il grado di maggiore. Nel 1919 raggiunse il grado di colonnello di complemento.[2]

Dopo la guerra[modifica | modifica wikitesto]
Finita la guerra, insieme ad alcuni colleghi riprese a dedicarsi alla meccanizzazione dei cantieri. L'attività iniziale consistette nell'importazione e distribuzione, per i macchinari più grandi e complessi, e della progettazione di congegni più semplici, anche se innovativi per l'epoca, come verricelli elettrici e betoniera, che rapidamente cominciarono a diffondersi nei cantieri del paese.[3]

Con l'aumentare delle richieste l'Ing. Fiorentini ampliò la sua attività, costituendo nel 1919 la Ing. F. Fiorentini & C. con una ventina di professionisti, per lo più ingegneri e disegnatori e qualche tecnico, sede centrale a Roma e un magazzino e un'officina in periferia.

La società iniziò a produrre da sola i macchinari, fino a fabbricare frantoi spaccapietre e gru a ponte nei propri stabilimenti, allargandosi fino ad impiegare, nel 1937, 300 operai e due stabilimenti: il primo a Roma nei pressi di via Tiburtina, sulla via che oggi prende il suo nome e il secondo a Fabriano.[4]

Il primo escavatore italiano[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1935 con la guerra d'Etiopia le sanzioni della Società delle Nazioni nei confronti dell'Italia resero più difficoltose le importazioni di macchinari e componenti dall'America e dall'Inghilterra.

Per risolvere la soluzione Fiorentini, ormai sessantenne, insieme ad una piccola squadra di abili ingegneri, decise di progettare e costruire il primo escavatore interamente di fabbricazione Italiana. Nel giro di un anno, non senza grandi sforzi, venne costruito il primo prototipo e nel 1937 vedeva la luce l'escavatore FB50.

Nel 1938 Fiorentini venne nominato consulente dell'Istituto Nazionale per le Sperimentazioni dell'Edilizia, organo del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).[2]

La tragedia del bombardamento[modifica | modifica wikitesto]
Il 3 marzo 1944 a pochi mesi dalla fine della guerra lo stabilimento romano, che non era stato convertito all'industria bellica, fu ugualmente vittima di un bombardamento alleato nel quale persero la vita 120 dei 180 operai[5] che si trovavano a lavoro quel giorno, oltre a questo l'azienda subì ingenti danni, ai quali lo stesso Fiorentini si sforzò di porre rimedio.

Il 18 novembre dello stesso anno, fortemente provato e incapace di riprendersi dal dolore per la tragedia, moriva a Roma, lasciando al figlio Giuseppe appena ventinovenne le redini dell'azienda.


I Fiorentini sono una nobile famiglia italiana della Valsugana. L’ingegnere Filippo Fiorentini fondò a Roma nel 1919 la fabbrica di escavatori della Fiorentini & C. SpA. Ha importato e distribuito macchine di movimento terra.
Durante il periodo del fascismo, le restrizioni hanno vietato le importazioni e l’Ing. Fiorentini ha iniziato il suo impianto di produzione in Via Tiburtina vicino alla Stazione Tiburtina (San Lorenzo- Roma) per la costruzione di escavatori come ruspe e gru a cingoli sotto la licenza di una società americana di nome Bucyrus.
I primi escavatori (modelli FB35 e FB38) sono stati interamente costruiti in loco nel 1930-1940. Intorno al 1930, Fiorentini ha anche aperto una fabbrica a Fabriano in località piani di S.Maria.



Stabilimento Fiorentini ai Piani di S.Maria -ingrandisci-

Le macchine Fiorentini hanno partecipato a tutte le grandi opere pubbliche italiane dal 1930. I nuovi modelli erano stati programmati per essere prodotti, ma sono stati ritardati per causa della Seconda Guerra Mondiale.
Durante la guerra, nel 1943, 117 lavoratori morirono a Roma nella fabbrica bombardata dagli americani. l’ing. Filippo Fiorentini e la moglie morirono poco dopo di crepacuore. Il loro unico figlio, Giuseppe, anche lui ingegnere, ha avuto il coraggio di iniziare una nuova attività commerciale e nel 1951 ha avuto un tale successo che si è classificato al vertice dei contribuenti di Roma.
La Ing.F. Fiorentini & C. S.P.A. si è spostata più avanti lungo la strada Tiburtina, con un impianto più grande, più moderno e molto efficace. Dopo la seconda guerra mondiale, la società ha prodotto FB50, 60, 100 e l’FB200 massiccio che poteva contenere 1000 tonnellate.
Nel 1960, c’erano alcune modifiche di progettazione. La società ha anche prodotto i bulldozer ed escavatori idraulici. Per studiare il russo, l’ing. Giuseppe ha viaggiato in Unione Sovietica e venduto due grandi contratti d’importazione con il ministero russo Machino, di circa 1000 gru da utilizzare nel progetto enorme della Pipeline Transiberiana. A quel tempo la società aveva vinto una battaglia tecnica e commerciale nei confronti di altre società della Germania molto più grandi rispetto alla Ing. Fiorentini F. & C. di Roma. Mentre le vendite erano forti, sia all’interno dell’ Italia per la ricostruzione, e in Russia, la Società ha assunto fino 117 lavoratori di rimpiazzo a quelli morti durante un bombardamento arrivando a 1000 dipendenti, che lavoravano in tre stabilimenti (Roma, Fabriano, in Italia) e Toronto in Canada. Nel 1956 il conte Giuseppe Fiorentini ha comprato un castello, il secondo dopo il castello di San Gallo a Nettuno, dal principe Barberini, la fattoria e il castello di San Fabiano.
Le battute di caccia a San Fabiano sono state utili per le sue relazioni pubbliche, dove ha invitato molti dei suoi clienti, come ad esempio l’ambasciatore russo Rijov, e la Mac Cormick International Harvester. Infatti, la Società ha progettato e prodotto gru, escavatori e impianti di frantumazione e ha rappresentato per l’Italia la linea industriale di HI Ma. Negli anni sessanta, le cose hanno cominciato a declinare economicamente per mancanza di commesse e la clientela non affidabile. Dopo una battuta d’arresto importante nel suo settore a Roma, l’attività riprese vigore ma con volumi di affari minori.


Operaio con una betoniera prodotta dalla Fiorentini
(coll.Fracassini) ingrandisci
Nello stabilimento di Fabriano fu costruito il primo escavatore italiano FB 42. Nel 1939 si producevano carri per cannoni. Nel 1941 bombe, bettoniere e autogrù. Nel 1947 si producevano degli escavatori destinati in Russia. Lo stabilimento denominato dai fabrianesi “Il Maglio” era un modello avanzato per quei tempi; aveva la mensa aziendale e la sala ricreazione. Tra le maestranze spiccavano degli ottimi disegnatori, tornitori,fresatori e altri meccanici specializzati. Furono costruite in cooperativa , nel rione la “Spina”, le case dei dipendenti della Fiorentini. Lo stabilimento di Fabriano fu chiuso nel 1964, nonostante l’occupazione della fabbrica e le agitazioni operaie e studentesche che fermarono i treni presso la stazione ferroviaria di Fabriano. Nel 1975, l’ingegner Giuseppe Fiorentini, il figlio del fondatore dell’azienda, presentò l’istanza di fallimento e la società fu acquistata a costo zero da un’altra società italiana di nome Gepi cambiando il nome in “Nuova Fiorentini”.






Eppure le draghe sono sinonimo di scavo e di estrazione di materiale. Situate lungo il corso dei fiumi o nei piccolo laghi, dove dragavano il letto estraendo la ghiaia, si sono nel tempo evolute passando da semplici macchine fisse che usavano una benna che scorreva su funi, ai più moderni esemplari di macchine cingolate con torretta girevole.

E acquistando al contempo una valenza diversa con le draghe, quelle vere, che sono diventate un prodotto specializzato che spazia dai modelli galleggianti a fune (redinger) fino a quelli aspiranti che funzionano come dei giganteschi aspirapolvere.

Ma è proprio dai modelli a fune che nasce il sostantivo “draga” e che ancora oggi identifica nell’immaginario comune le macchine movimento terra che scavano.

Le varianti cingolate erano sostanzialmente due: con braccio a traliccio e benna trascinata (drag-line) o con braccio articolato per scavo sia rovescio che frontale.

E quando qualcuno pronuncia la fatidica parola “draga” a noi ” del mestiere” vengono in mente entrambe.

Lavoravano da sole o in coppie con le pale cingolate e hanno scavato le fondamenta di gran parte degli ampliamenti urbanistici degli anni ’60 e ’70 in tutta la penisola.

Un sottobosco di aziende e di marchi che hanno fatto la storia sia del movimento terra del dopoguerra, fino all’avvento dell’escavatore idraulico che, però, è riuscito a soppiantarle definitivamente solo negli anni ’70.

Prima non c’era storia: le “draghe”, insieme alle pale cingolate, non avevano rivali di sorta in quanto a produttività.

Fra tutti i marchi che invasero i nostri cantieri, però, uno solo è rimasto scolpito realmente nel cuore degli operatori: Ruston Bucyrus.

E molti ricordano anche un marchio italiano che fece un pezzetto di storia di queste macchine: Fiorentini.
In realtà i due costruttori erano legati intimamente in quanto la Fiorentini fu rappresentante per l’Italia del marchio USA contribuendo in modo significativo alla sua diffusione anche con prodotti costruiti su licenza negli stabilimenti di Roma e Fabriano. Non è un caso se i modelli del costruttore italiano erano caratterizzati dalla sigla FB (Fiorentini-Bucyrus) in perfetta assonanza con la sigla dei modelli USA caratterizzati dal marchio RB (Ruston-Bucyrus)
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MessaggioTitolo: nuova fiorentini gru   Mar Set 19, 2017 8:16 pm

La Ing. F. Fiorentini & Co. S.p.A. (o semplicemente Fiorentini S.p.A.) è stata un'azienda italiana nel settore delle macchine per il movimento terra e per l'edilizia, produttrice del primo escavatore italiano.[1]
Fondata a Roma come semplice "Ufficio di Ingegneria" nel 1901, dall'ing. Filippo Fiorentini, e divenuta S.p.A. nel 1919 la Fiorentini iniziò la sua attività di meccanizzazione dei cantieri edili producendo, verricelli elettrici, betoniere, martelli pneumatici, ed altri macchinari per l'edilizia.

Nel 1930 cominciò a produrre e vendere su licenza di aziende americane escavatori, ruspe e autogrù, aprendo stabilimenti anche a Fabriano, ma già nel 1936, a causa delle cattive relazioni tra il governo italiano e quello degli Stati Uniti d'America la fornitura di componenti angloamericane si fece più difficoltosa.

Nel 1937 dagli stabilimenti di Fabriano usciva l'FB 50 primo escavatore interamente progettato e realizzato in Italia.[2] Negli anni successivi, fino alla definitiva chiusura nel 1975, gli escavatori Fiorentini parteciparono a tutte le grandi opere pubbliche italiane.

Il 3 marzo 1944 un bombardamento alleato colpì gli stabilimenti di via Tiburtina (attuale via Filippo Fiorentini) a Roma uccidendo 117 dipendenti su 180 presenti e l'ing. Fiorentini morì di li a poco di crepa cuore[3][4], gli succedette il figlio Giuseppe. Dopo la guerra l'azienda attraversò un periodo di rifioritura, specie grazie a grossi contratti per la fornitura di escavatori all'URSS. Vennero ampliati gli stabilimenti romani e aperta una filiale in Canada (Toronto), nonché concessionari in numerosi paesi asiatici, africani e sudamericani.

All'inizio degli anni settanta la riconversione, da bellica a civile, dell'industria russa decretò un drastico calo delle richieste e nel 1967 l'azienda, fortemente indebitata, fu posta sotto il controllo dell'IMI. Infine nel 1975 in grave dissesto finanziario, fu acquisita dalla Società per le Gestioni e Partecipazioni Industriali e chiusa dopo pochi ann


Nell'intero periodo di attività la Fiorentini produsse quasi 20 modelli di escavatori in diverse versioni, e decine di modelli di autogrù, oltre che un modello di gru a torre, la GT 12/25, e altre gru, gru a ponte, autocarri e MTT di vario genere.

Escavatori[modifica | modifica wikitesto]
Tra gli escavatori vennero in particolare prodotti:

- FB 50 Primo escavatore (a corda) prodotto interamente dall'azienda e primo ad essere completamente progettato e realizzato da un'azienda italiana, la prima versione costruita aveva una capacità di 500 litri (il cucchiaio).

- FB 35 Versione ridotta dell'FB 50

- FB 80 e FB 120

- FB 200 Il più grande escavatore prodotto dall'azienda, capacità del cucchiaio: 2650 litri.


Un operaio davanti al FB200. Se ne intuisce la considerevole grandezza.
Autogrù[modifica | modifica wikitesto]
Le autogrù erano prodotte inizialmente solo su cingoli sul disegno degli escavatori.

- F54

- F12

- F16

- FB32

Dagli anni 50 si iniziò a produrre anche gru su autocarro

- F500

- F700

- FH30

Curiosità
Nel luglio del 1948 l'azienda iniziò la pubblicazione de "il Cantiere", rivista aziendale a cadenza bimestrale, con l'intento, oltre che pubblicitario, di sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica alla meccanizzazione dei cantieri, che vedevano al tempo molte mansioni ancora svolte manualmente, specie fuori dalle grandi città. La pubblicazione fu interrotta alla fine degli anni sessanta.
La sigla FB che segnava tutti i modelli deriva dalle iniziali F per Fiorentini e B per Bucyrus International, compagnia statunitense della quale in quel periodo la Fiorentini era rappresentante in Italia. Alla sigla seguiva il numero, che, in decine, indicava i litri di capienza della benna, per gli escavatori.
L' attuale via Filippo Fiorentini a Roma prende il nome dal fondatore della Fiorentini s.p.a., e ne ospitava la sede principale.
Negli anni '60 vennero prodotti modellini in scala 1:50 degli escavatori. Comprensivi di radiocomando, potevano spostarsi e muovere braccio e benna.






Italia
Forma societaria Società per azioni
Fondazione 10 marzo 1919 a Roma
Fondata da Filippo Fiorentini
Chiusura 1975
Sede principale Roma
Settore Metalmeccanica
Prodotti Escavatori, Autogrù.


Filippo Fiorentini (Imola, 1876 – Roma, 1944) è stato un ingegnere e imprenditore italiano, fondatore della Ing.F.Fiorentini S.p.A.. Nel 1937 portò a termine la costruzione del primo escavatore italiano[1

Nacque a Imola, città di origine della madre Maria Goletti, figlia di ricchi industriali imolesi.

Nel 1881 il padre Giuseppe, bellunese, funzionario del Ministero dell'Interno, si trasferisce con la famiglia a Roma, dove nel 1900 Fiorentini si laurea in Ingegneria civile ed elettronica.

L'esordio[modifica | modifica wikitesto]
Pur avendo la possibilità di accedere facilmente all'amministrazione statale, decise di dedicarsi alla libera professione e nel 1901 aprì un "ufficio di ingegneria" nell'appartamento paterno a Roma.

Perseguendo l'obbiettivo di meccanizzare i cantieri italiani e recuperare il grande divario con i paesi più industrializzati di quel tempo, importò dalla Germania una escavatrice, al fine di dimostrare agli scettici imprenditori edili del tempo, i benefici che si potevano trarre dall'utilizzo di questi macchinari.

Il matrimonio e la parentesi della guerra[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1915 sposò Paola Blasetti da cui ebbe un figlio Giuseppe e una figlia Annamaria. Nel 1916 partì volontario per il fronte come tenente del genio. Dopo un periodo passato al fronte, venne scelto per organizzare a Roma il Comitato di Mobilitazione Industriale, di cui divenne segretario generale con il grado di maggiore. Nel 1919 raggiunse il grado di colonnello di complemento.[2]

Dopo la guerra[modifica | modifica wikitesto]
Finita la guerra, insieme ad alcuni colleghi riprese a dedicarsi alla meccanizzazione dei cantieri. L'attività iniziale consistette nell'importazione e distribuzione, per i macchinari più grandi e complessi, e della progettazione di congegni più semplici, anche se innovativi per l'epoca, come verricelli elettrici e betoniera, che rapidamente cominciarono a diffondersi nei cantieri del paese.[3]

Con l'aumentare delle richieste l'Ing. Fiorentini ampliò la sua attività, costituendo nel 1919 la Ing. F. Fiorentini & C. con una ventina di professionisti, per lo più ingegneri e disegnatori e qualche tecnico, sede centrale a Roma e un magazzino e un'officina in periferia.

La società iniziò a produrre da sola i macchinari, fino a fabbricare frantoi spaccapietre e gru a ponte nei propri stabilimenti, allargandosi fino ad impiegare, nel 1937, 300 operai e due stabilimenti: il primo a Roma nei pressi di via Tiburtina, sulla via che oggi prende il suo nome e il secondo a Fabriano


Il primo escavatore italiano[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1935 con la guerra d'Etiopia le sanzioni della Società delle Nazioni nei confronti dell'Italia resero più difficoltose le importazioni di macchinari e componenti dall'America e dall'Inghilterra.

Per risolvere la soluzione Fiorentini, ormai sessantenne, insieme ad una piccola squadra di abili ingegneri, decise di progettare e costruire il primo escavatore interamente di fabbricazione Italiana. Nel giro di un anno, non senza grandi sforzi, venne costruito il primo prototipo e nel 1937 vedeva la luce l'escavatore FB50.

Nel 1938 Fiorentini venne nominato consulente dell'Istituto Nazionale per le Sperimentazioni dell'Edilizia, organo del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).[2]

La tragedia del bombardamento[modifica | modifica wikitesto]
Il 3 marzo 1944 a pochi mesi dalla fine della guerra lo stabilimento romano, che non era stato convertito all'industria bellica, fu ugualmente vittima di un bombardamento alleato nel quale persero la vita 120 dei 180 operai[5] che si trovavano a lavoro quel giorno, oltre a questo l'azienda subì ingenti danni, ai quali lo stesso Fiorentini si sforzò di porre rimedio.

Il 18 novembre dello stesso anno, fortemente provato e incapace di riprendersi dal dolore per la tragedia, moriva a Roma, lasciando al figlio ventinovenne Giuseppe le redini dell'azienda.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Antica Fabbrica Fiorentini & c. SpA

I Fiorentini sono una nobile famiglia italiana della Valsugana. L’ingegnere Filippo Fiorentini fondò a Roma nel 1919 la fabbrica di escavatori della Fiorentini & C. SpA. Ha importato e distribuito macchine di movimento terra.
Durante il periodo del fascismo, le restrizioni hanno vietato le importazioni e l’Ing. Fiorentini ha iniziato il suo impianto di produzione in Via Tiburtina vicino alla Stazione Tiburtina (San Lorenzo- Roma) per la costruzione di escavatori come ruspe e gru a cingoli sotto la licenza di una società americana di nome Bucyrus.
I primi escavatori (modelli FB35 e FB38) sono stati interamente costruiti in loco nel 1930-1940. Intorno al 1930, Fiorentini ha anche aperto una fabbrica a Fabriano in località piani di S.Maria.



Stabilimento Fiorentini ai Piani di S.Maria -ingrandisci-

Le macchine Fiorentini hanno partecipato a tutte le grandi opere pubbliche italiane dal 1930. I nuovi modelli erano stati programmati per essere prodotti, ma sono stati ritardati per causa della Seconda Guerra Mondiale.
Durante la guerra, nel 1943, 117 lavoratori morirono a Roma nella fabbrica bombardata dagli americani. l’ing. Filippo Fiorentini e la moglie morirono poco dopo di crepacuore. Il loro unico figlio, Giuseppe, anche lui ingegnere, ha avuto il coraggio di iniziare una nuova attività commerciale e nel 1951 ha avuto un tale successo che si è classificato al vertice dei contribuenti di Roma.
La Ing.F. Fiorentini & C. S.P.A. si è spostata più avanti lungo la strada Tiburtina, con un impianto più grande, più moderno e molto efficace. Dopo la seconda guerra mondiale, la società ha prodotto FB50, 60, 100 e l’FB200 massiccio che poteva contenere 1000 tonnellate.
Nel 1960, c’erano alcune modifiche di progettazione. La società ha anche prodotto i bulldozer ed escavatori idraulici. Per studiare il russo, l’ing. Giuseppe ha viaggiato in Unione Sovietica e venduto due grandi contratti d’importazione con il ministero russo Machino, di circa 1000 gru da utilizzare nel progetto enorme della Pipeline Transiberiana. A quel tempo la società aveva vinto una battaglia tecnica e commerciale nei confronti di altre società della Germania molto più grandi rispetto alla Ing. Fiorentini F. & C. di Roma. Mentre le vendite erano forti, sia all’interno dell’ Italia per la ricostruzione, e in Russia, la Società ha assunto fino 117 lavoratori di rimpiazzo a quelli morti durante un bombardamento arrivando a 1000 dipendenti, che lavoravano in tre stabilimenti (Roma, Fabriano, in Italia) e Toronto in Canada. Nel 1956 il conte Giuseppe Fiorentini ha comprato un castello, il secondo dopo il castello di San Gallo a Nettuno, dal principe Barberini, la fattoria e il castello di San Fabiano.
Le battute di caccia a San Fabiano sono state utili per le sue relazioni pubbliche, dove ha invitato molti dei suoi clienti, come ad esempio l’ambasciatore russo Rijov, e la Mac Cormick International Harvester. Infatti, la Società ha progettato e prodotto gru, escavatori e impianti di frantumazione e ha rappresentato per l’Italia la linea industriale di HI Ma. Negli anni sessanta, le cose hanno cominciato a declinare economicamente per mancanza di commesse e la clientela non affidabile. Dopo una battuta d’arresto importante nel suo settore a Roma, l’attività riprese vigore ma con volumi di affari minori.

Nello stabilimento di Fabriano fu costruito il primo escavatore italiano FB 42. Nel 1939 si producevano carri per cannoni. Nel 1941 bombe, bettoniere e autogrù. Nel 1947 si producevano degli escavatori destinati in Russia. Lo stabilimento denominato dai fabrianesi “Il Maglio” era un modello avanzato per quei tempi; aveva la mensa aziendale e la sala ricreazione. Tra le maestranze spiccavano degli ottimi disegnatori, tornitori,fresatori e altri meccanici specializzati. Furono costruite in cooperativa , nel rione la “Spina”, le case dei dipendenti della Fiorentini. Lo stabilimento di Fabriano fu chiuso nel 1964, nonostante l’occupazione della fabbrica e le agitazioni operaie e studentesche che fermarono i treni presso la stazione ferroviaria di Fabriano. Nel 1975, l’ingegner Giuseppe Fiorentini, il figlio del fondatore dell’azienda, presentò l’istanza di fallimento e la società fu acquistata a costo zero da un’altra società italiana di nome Gepi cambiando il nome in “Nuova Fiorentini”.











nuova fiorentini gru


Fiorentini , produce escavatori a traino dal 1919 con licenza di Bucyrus.
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MessaggioTitolo: fiorentini gru   Gio Set 21, 2017 10:16 am


















gru autocarrata 3 assi Fiorentini F790a portata 30 T braccio a traliccio

marca Fiorentinni F790A 1973










pick and carry




















Marca / Brand FIORENTINI
Modello / Model F 790 A
Anno / Year 1970
Portata / Capacity TON 32
autocarrata 3 assi braccio a traliccio













Fiat Iveco Nuova Fiorentini 330-35


































Fiorentini F675










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MessaggioTitolo: fiorentini nuova fiorentini   Ven Set 22, 2017 11:12 am

escavatore cingolato a rovescio vigili del fuoco




all'Hydromac 105. P

assomigliano molto ai Cat 215 prima serie






La vita dell'Azienda Ing. F. Fiorentini può sommariamente dividersi in tre periodi : il 1901-1930 di attività tecnico-commerciale; il 1930-1944 di passaggio all'attività industriale, e l'ultimo dal 1944 al 1975 di crescita e di fine.

L'Ing. Giuseppe Fiorentini ha guidato l'Azienda nel terzo periodo.
Fu Presidente della Confindustria per Roma ed il Lazio per 11 anni. Ci racconta, come ultimo rappresentante di quella industria Romana privata che ormai non c' e' più, il disinteresse dei Governo alla fine della sua importante azienda, tra le prime ad insediarsi nel quartiere Tiburtino.


1° periodo 1901-1930

L'attività dell'Ufficio d' ingegneria, aperto in Roma dall'ing. Filippo Fiorentini nel 1901, presso la sua abitazione nella casa paterna in Via Palermo (presso Via Nazionale), si chiuse nel 1975 per istanza dell'IMI che la controllava dal 1967
avendole concesso un finanziamento cospicuo e avendo nominalo un A.D. di sua fiducia, con pari poteri a quelli dell'ing. Giuseppe Fiorentini (figlio del fondatore Ing. Filippo) socio di riferimento.

Nel 19191' Azienda di circa 40 dipendenti, era diventata S.p.A. col capitale di 500.000 lire, sottoscritto al 40% da altri 5 azionisti che collaboravano nella gestione aziendale.

2° periodo 1930-1944

Superata con sforzi la crisi mondiale dei '29, la S.p.A. Ing. Fiorentini & C. poté riprendere con lena l'attività sia industriale sia tecnico-commerciale, espandendo la sua identità di rappresentante unico per l'Italia e colonie di una delle maggiori produttrici di escavatori, l'Anglo-Americana Ruston Bucyrus con stabilimenti a Lincoln (UK) e Milwakee (USA) con cui aveva stretto l'accordo nel 1919. Si inizio un periodo di aumento dell'attività dei LL. PP: che indussero la Società a risolvere il problema delle subforniture che essa affidava a ditte terze, concentrandole invece in uno stabilimento acquistato a Fabriano dalla Ditta Miliani che 10 aveva costruito durante la guerra '15-18 ed in seguito chiuso per la fine dell'emergenza bellica. Vi era local mente disponibilità di mano d'opera abile e presto l'occupazione raggiunse i 100 dipendenti ed in seguito su pero i 200.

A Roma la Fiorentini, essendosi dotata di uno stabilimento sulla Via Tiburtina non lontano dai soprapassaggi sullo scalo ferroviario, con un'area totale di 10.000 mq, di cui più della metà coperta da capannoni in cemento armato con reparti di carpenteria, lavorazione e montaggio in cui erano impegnati fino a 300 operai ed impiegati divenne una vera industria meccanica. Fu naturalmente provveduto ad un adeguato aumento di capitale anche con nuovi Soci, mantenendo sempre l'ing. Filippo Fiorentini la maggioranza avendo provveduto in larga parte alla costruzione dello stabilimento.

Un periodo che sembrava promettente doveva avviarsi a un futuro fosco e tragico. La seconda guerra mondiale.

Già dal 1936, ad es. la fornitura degli escavatori Angloamericani (che era una notevole componente del fatturato della Società) diventava problematica per l'opposizione del Governo Italiano alle importazioni dall'area dei dollaro, e contemporaneamente dalla decisione della Società delle Nazioni di impedire alle Nazioni aderenti di rifornire Italia e Germania di macchinari.

La Fiorentini (300 dipendenti) e la Ruston Bucyrus (8000) vennero ad un "gentlemen agreement": considerando gli ottimi rapporti intrattenuti per oltre 30 anni (e il desiderio degli Angloamericani di non lasciare tutto il mercato Italiano alle grandi marche Germaniche) si accedeva alla richiesta della Fiorentini di tentare per la prima volta in Italia, la costruzione d'escavatori meccanici, certo"ispirati" ai tecnici della Fiorentini da 30 anni di collaborazione con la RB, ma con l' assoluta assenza di corresponsabilità tecnica della medesima.

La guerra, se doveva realmente scoppiare avrebbe avuto un principio ed una fine. Dopo ".ci si sarebbe incontrati e deciso in merito.

Per due anni ('36 e '37) gli ingegneri e i tecnici della Fiorentini lavorarono di giorno e talvolta anche di notte, per realizzare il prototipo dei primo escavatore Italiano battezzato con la sigla FB 50 (F per Fiorentini e B per Bucyrus, 50 per i 500 litri di capacità dei cucchiaio), interamente costruito nei propri stabilimenti, tranne le fusioni d'acciaio, commissionate alla "Terni", su disegni Fiorentini, il motore Diesel, gli impianti elettrici, le funi metalliche, forniti da primarie Ditte Italiane tra cui alcune dei quartiere Tiburtino come la Sidercomit per gli acciai.


La vita dell'Azienda Ing. F. Fiorentini può sommariamente dividersi in tre periodi : il 1901-1930 di attività tecnico-commerciale; il 1930-1944 di passaggio all'attività industriale, e l'ultimo dal 1944 al 1975 di crescita e di fine.

L'Ing. Giuseppe Fiorentini ha guidato l'Azienda nel terzo periodo.
Fu Presidente della Confindustria per Roma ed il Lazio per 11 anni. Ci racconta, come ultimo rappresentante di quella industria Romana privata che ormai non c' e' più, il disinteresse dei Governo alla fine della sua importante azienda, tra le prime ad insediarsi nel quartiere Tiburtino.


1° periodo 1901-1930

L'attività dell'Ufficio d' ingegneria, aperto in Roma dall'ing. Filippo Fiorentini nel 1901, presso la sua abitazione nella casa paterna in Via Palermo (presso Via Nazionale), si chiuse nel 1975 per istanza dell'IMI che la controllava dal 1967
avendole concesso un finanziamento cospicuo e avendo nominalo un A.D. di sua fiducia, con pari poteri a quelli dell'ing. Giuseppe Fiorentini (figlio del fondatore Ing. Filippo) socio di riferimento.

Nel 19191' Azienda di circa 40 dipendenti, era diventata S.p.A. col capitale di 500.000 lire, sottoscritto al 40% da altri 5 azionisti che collaboravano nella gestione aziendale.

2° periodo 1930-1944

Superata con sforzi la crisi mondiale dei '29, la S.p.A. Ing. Fiorentini & C. poté riprendere con lena l'attività sia industriale sia tecnico-commerciale, espandendo la sua identità di rappresentante unico per l'Italia e colonie di una delle maggiori produttrici di escavatori, l'Anglo-Americana Ruston Bucyrus con stabilimenti a Lincoln (UK) e Milwakee (USA) con cui aveva stretto l'accordo nel 1919. Si inizio un periodo di aumento dell'attività dei LL. PP: che indussero la Società a risolvere il problema delle subforniture che essa affidava a ditte terze, concentrandole invece in uno stabilimento acquistato a Fabriano dalla Ditta Miliani che 10 aveva costruito durante la guerra '15-18 ed in seguito chiuso per la fine dell'emergenza bellica. Vi era local mente disponibilità di mano d'opera abile e presto l'occupazione raggiunse i 100 dipendenti ed in seguito su pero i 200.

A Roma la Fiorentini, essendosi dotata di uno stabilimento sulla Via Tiburtina non lontano dai soprapassaggi sullo scalo ferroviario, con un'area totale di 10.000 mq, di cui più della metà coperta da capannoni in cemento armato con reparti di carpenteria, lavorazione e montaggio in cui erano impegnati fino a 300 operai ed impiegati divenne una vera industria meccanica. Fu naturalmente provveduto ad un adeguato aumento di capitale anche con nuovi Soci, mantenendo sempre l'ing. Filippo Fiorentini la maggioranza avendo provveduto in larga parte alla costruzione dello stabilimento.

Un periodo che sembrava promettente doveva avviarsi a un futuro fosco e tragico. La seconda guerra mondiale.

Già dal 1936, ad es. la fornitura degli escavatori Angloamericani (che era una notevole componente del fatturato della Società) diventava problematica per l'opposizione del Governo Italiano alle importazioni dall'area dei dollaro, e contemporaneamente dalla decisione della Società delle Nazioni di impedire alle Nazioni aderenti di rifornire Italia e Germania di macchinari.

La Fiorentini (300 dipendenti) e la Ruston Bucyrus (8000) vennero ad un "gentlemen agreement": considerando gli ottimi rapporti intrattenuti per oltre 30 anni (e il desiderio degli Angloamericani di non lasciare tutto il mercato Italiano alle grandi marche Germaniche) si accedeva alla richiesta della Fiorentini di tentare per la prima volta in Italia, la costruzione d'escavatori meccanici, certo"ispirati" ai tecnici della Fiorentini da 30 anni di collaborazione con la RB, ma con l' assoluta assenza di corresponsabilità tecnica della medesima.

La guerra, se doveva realmente scoppiare avrebbe avuto un principio ed una fine. Dopo ".ci si sarebbe incontrati e deciso in merito.

Per due anni ('36 e '37) gli ingegneri e i tecnici della Fiorentini lavorarono di giorno e talvolta anche di notte, per realizzare il prototipo dei primo escavatore Italiano battezzato con la sigla FB 50 (F per Fiorentini e B per Bucyrus, 50 per i 500 litri di capacità dei cucchiaio), interamente costruito nei propri stabilimenti, tranne le fusioni d'acciaio, commissionate alla "Terni", su disegni Fiorentini, il motore Diesel, gli impianti elettrici, le funi metalliche, forniti da primarie Ditte Italiane tra cui alcune dei quartiere Tiburtino come la Sidercomit per gli acciai.

Da quel poco che si poteva conoscere in quel periodo prebellico si arguiva che la massima richiesta potesse essere quella della URSS in quanto relativa a un territorio di superficie pari a 1/6 delle terre emerse e inoltre rigidamente controllato da un unico autorità statale, essendo eliminata la attività imprenditoriale privata.

L'ing. G. Fiorentini che allora svolgeva nella Fiorentini le mansioni di un giovane ingegnere addetto all'Ufficio Tecnico, insistette per occuparsi nell'Ufficio Commerciale nelle trattative con il Ministero della Marina per la fornitura di escavatori cingolati che potevano essere impiegati nei porti militari per caricare pesanti siluri sulle imbarcazioni militari durante la notte , mentre di giorno venivano occultati lontano dai porti, mentre i porti venivano giornalmente bombardati e le grandi gru portuali distrutte.

Contemporaneamente si trattava, tramite compagnie svizzere per la fornitura all'America del Sud e a paesi Europei per i quali l'Italia poteva concedere permessi d'esportazione (Yugoslavia, Cecoslovacchia, Ungheria). Rimaneva il tempo la sera per studiare alla meglio il Russo presso amici ex profughi a Roma dalle rivoluzioni del primo dopoguerra. Ma quello che il destino doveva decidere di inaspettato favore all'Industria Romana fu che l'invasione militare invece che dal Nord (compreso l'africano Annibale giunto nel Lazio dal Nord valicando il Monte Bianco con gli elefanti, stavolta gli invasori venivano dal Sud, mentre a nord di Roma si costituiva la inespugnabile Linea Gotica che manteneva il potere militare Hitleriano a Nord di Firenze.

Così che quando i cittadini Romani potevano vedere sfilare dal Colosseo a Piazza del popolo le truppe Alleate, meno vistosamente, un reggimento di Forze Speciali Sovietiche puntava direttamente sulla Villa Abamelech al Gianicolo, restaurando "manu militari" l'Ambasciata Russa presso lo Stato Italiano e alcuni gironi dopo l'Ing. G. Fiorentini poteva essere ricevuto dal Ministro plenipotenziario Vishinsky ed aprire le trattative con l'Ente Sovietico Machinoimport, per la fornitura di 300(trecento) escavatori e autogrù, di cui 50 subito.


All'osservazione del Ministro che prevedeva la necessità di inviare un incaricato della Fiorentini a Mosca per la discussione e firma del contratto, l'Ingo G. Fiorentini assicurava che l'A.D. 0 il Dir. Gen. sarebbero stati a disposizione, il Presidente Machinoimport gli rispondeva fissandolo a fondo che in questo caso essi volevano trattare con il padrone.

Ed io andai a mosca nel Febbraio del' 45. Fui alloggiato nell' Albergo Metropol per un mese con soli 6 incontri di lavoro di un'ora per chiarimenti tecnici, ma soprattutto con prolissi tentativi di ottenere forti sconti che noi non potemmo concedere. Si trattava di un ordine per la Fiorentini eccezionalmente grande, 225 autogru su cingoli da 15 tonn. da fornire in due anni, pagabili in dollari sulla Chase Bank di New York, trattati da noi tramite il Banco di Roma. Forniti in tempo debito e senza nessuna vertenza. Un paio di ingegneri della Machinoimport rimasero due anni a Roma nel nostro Stabilimento per controllare le lavorazioni. Questo avveniva nel febbraio del 1946 quando la pace non era ancora conclusa, ma anche le Autorità italiane furono molto favorevoli a non frapporre indugi burocratici per l'esportazione.

Assumendo un tono di narrazione assai più rapido dal '46 al '65 migliaia di unità convenzionali (da 15 Tonn.) media con quelli da 40 e da 100 Tonn., furono costruite nel nuovo Stabilimento di Roma (62.000 mq invece del precedente da 10.000 mq).

Ma la cessazione delle ordinazioni fu brusca, data la rapidità della conversione dell'Industria pesante Russa da militare a civile. Essendo la produzione della Fiorentini dedicata per il 50% all'URSS il contraccolpo fu terremotate per il problema dell'utilizzo di circa 500 lavoratori in esubero. Non fu possibile ottenere ammortizzatori sociali e l'Istituto Mobiliare Italiano(I.M.I.) presento istanza di fallimento per ritardi nel pagamento dei ratei del mutuo incamerando fra l'altro i 62.000 mq del terreno degli stabilimenti confinante con vaste zone di costruzioni intensive di alto valore fondiario, attribuendo nel 1975 i valori pagati dalla Fiorentini nel 1946, invece dei 60 miliardi di lire di mercato. Non li riguardava il fatto che per 30 anni 1000 lavoratori (e le famiglie) più 500 dell'indotto ne avessero tratto fonte di sussistenza.






http://www.fiammeblu.it/index.php?cat=1648&page=1


http://www.fiammeblu.it/index.php?cat=1648&page=1

http://www.autocentroindivisa.it/index.php?cat=287
gos vigili del fuoco



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