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 buldozzer apripista

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el magutt

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MessaggioTitolo: buldozzer apripista   Mar Nov 01, 2016 10:59 am


lame apripista per trattrici cingolate. La lama apripista è improntata ad un disegno industriale che la rende, grazie alla sua resistenza ed affidabilità, particolarmente adatta per i lavori gravosi nelle aziende agricole. Lavori di spianamento e livellamento, sgombro neve
Il bulldozer (anche dozer o, in italiano, apripista) è un mezzo meccanico per lo spostamento della terra. Fu inventato nel 1923 da uno dei costruttori dei primi trattori, Beniamin Holt. Il primo modello era dotato di un motore a vapore, piuttosto ingombrante e anche poco pratico, mentre il primo con motore Diesel fu introdotto otto anni più tardi, nel 1931.

La diffusione avvenne al termine della seconda guerra mondiale, principalmente per liberare dalle macerie le città distrutte d'Europa; i primi modelli erano di ridotte dimensioni e con ruote, mentre quelli utilizzati nel dopo guerra erano enormi, potentissimi e dotati di cingoli come i carri armati. Da qui la nascita dei bulldozer corazzati.

Si narra[senza fonte] che a Berlino, distrutta dai bombardamenti, gli operatori dei bulldozer affissero un cartello, diffondendolo per tutto il mondo: "Se volete vedere Berlino in macerie, fate presto, perché il prossimo anno non ce ne saranno più”. E tennero fede alla promessa.

Il nome parrebbe derivare da un'alterazione di bulldose (= "dose da toro", metafora per "bastonatura pesante"), ma l'etimo è incerto

buldozzer gommato

Progettati e realizzati per applicazioni impegnative
Dall'accumulo di grandi quantità di carbone al trattamento di tondelli di legno in trucioli, alla pulizia intorno a un escavatore in un sito minerario, la linea di dozer gommati Cat offre ai clienti una macchina affidabile in grado di garantire continuità nella movimentazione dei materiali.
















buldozzer cingolati






Il bulldozer è un mezzo meccanico per lo spostamento della terra. Fu inventato nel 1923 da uno dei costruttori dei primi trattori, Beniamin Holt. Il primo modello era dotato di un motore a vapore, piuttosto ingombrante e anche poco pratico, mentre il primo con motore Diesel fu introdotto otto anni più tardi, nel 1931. La diffusione avvenne al termine della seconda guerra mondiale, principalmente per liberare dalle macerie le città distrutte d'Europa; i primi modelli erano di ridotte dimensioni e con ruote, mentre quelli utilizzati nel dopo guerra erano enormi, potentissimi e dotati di cingoli come i carri armati. Da qui la nascita dei bulldozer corazzati. Si narra che a Berlino, distrutta dai bombardamenti, gli operatori dei bulldozer affissero un cartello, diffondendolo per tutto il mondo: "Se volete vedere Berlino in macerie, fate presto, perché il prossimo anno non ce ne saranno più”. E tennero fede alla promessa. Il nome parrebbe derivare da un'alterazione di bulldose, ma l'etimo è incerto




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MessaggioTitolo: ripper o ripuntatore   Mar Nov 01, 2016 11:06 am

Il ripper, conosciuto anche con il nome di ripuntatore o scarificatore, è un attrezzo agricolo di recente concezione, permette infatti il solo taglio verticale del terreno in profondità (anche fino ad un metro), ciò non comporta il rimescolamento degli strati del terreno come avviene invece con l’aratura o la fresatura ma mantiene inalterato il profilo del suolo; il ripper è pertanto considerato un attrezzo discissore. È un attrezzo portato dalla trattrice, applicato mediante attacco ai 3 punti del sollevatore idraulico, anche se esistono varianti molto grandi e pesanti, per lavori profondi che sono dotati di ruote, comunque applicati al sollevatore, rientrano pertanto nella categoria degli attrezzi semi-portati. Il ripper è composto da un telaio di metallo molto robusto al quale sono applicati solitamente 1,3 o 5 organi lavoranti che sono formati da grossi e lunghi coltelli di metallo inclinati leggermente in avanti, ovviamente più i coltelli sono grandi e di numero maggiore più la potenza della trattrice dovrà essere elevata, la ripuntatura è infatti una lavorazione che richiede l’erogazione di quasi tutta la potenza della trattrice.Esistono in commercio degli attrezzi composti da aratri e ripuntatori montati sullo stesso telaio, con ciò si esegue una sola lavorazione, chiamata araripuntatura invece di due lavorazioni distinte; la presenza del ripuntatore consociata a quella dell’aratro permette di rompere la suola di lavorazione creata dal vomere dell’aratro. Esistono infine delle varianti dei ripuntatori che sono dotate di coltelli vibranti collegati alla presa di potenza mediante giunto cardanico, tali denti sono fatti vibrare dall’energia rilasciata dalla presa di potenza e vanno a muovere il terreno in profondità, tuttavia non possono lavorare a profondità elevate.
Il lavoro che svolge il ripper è quello di tagliare in verticale il terreno, un terreno che è stato lavorato con il ripuntatore si presenta esternamente del tutto simile a come era prima di essere lavorato, si notano appena dei solchi dove è passato il coltello; se andiamo invece ad analizzare il terreno nello “strato fertile” ovvero nei primi 40-60 centimetri noteremo che il suolo è stato smosso in profondità ma non in superficie portando ovvi benefici alla coltura che andrà ad essere impiantata.
La ripuntatura in base alla profondità di lavoro può essere essenzialmente di 2 tipi:
- Ripuntatura per colture erbacee: effettuata su di un terreno che andrà ad ospitare una coltura di tipo erbaceo come cereali, colture da seme e da pascolo, viene effettuata solitamente a non più di 50-60 centimetri di profondità.
- Ripuntatura per colture arboree: effettuata su di un terreno che andrà ad ospitare una coltura di tipo arboreo come frutteti e vigneti, viene effettuato un vero e proprio scasso in profondità solitamente fino ad 1 metro, richiede quindi una trattrice di grande potenza

La ripuntatura o scarificatura o rippatura, in agricoltura, è una lavorazione che prevede la lavorazione del terreno compatto mediante una serie di tagli verticali, che a seconda delle caratteristiche meccaniche del suolo possono o meno produrre lo sgretolamento delle zolle, ed in generale comportano una ridotta od assente alterazione del profilo degli strati.

L'azione di sgretolamento nei terreni argillosi è spesso considerata positiva nei terreni da dissodare, ma difficile da ottenere poiché dipende da precise condizioni di umidità (condizione di terreno "in tempera", intermedia tra lo stato coesivo e quello adesivo) e quindi legata a precise finestre stagionali.

Anche in assenza di sgretolamento comunque la ripuntatura esibisce degli effetti positivi, in particolare per ciò che riguarda la rottura delle suole di lavorazione ed il miglioramento del drenaggio idrico.


La ripuntatura comprende un insieme abbastanza eterogeneo di lavorazioni eseguite in contesti diversi e con finalità differenti con macchine operatrici di differente concezione. In generale la caratteristica comune è quella di eseguire dei tagli relativamente profondi in virtù dell'approfondimento degli organi lavoranti e dell'avanzamento del trattore. Il ripuntatore è pertanto un attrezzo discissore che non altera, se non minimamente, la successione degli strati, in quanto non provoca rivoltamento del terreno lavorato, come ad esempio l'aratro, né rimescolamento, come ad esempio una zappatrice rotativa.

Per quanto riguarda la terminologia, a rigore si usa il termine di ripuntatura per fare riferimento ad una lavorazione con attrezzo discissore che rompe la suola di lavorazione lasciata da un'aratura o, in generale, quando il taglio verticale profondo integra un lavoro di aratura. La ripuntatura vera e propria si esegue in genere con l'aratro ripuntatore. Si tratta di un comune aratro che oltre agli ordinari organi lavoranti (coltro, vomere e versoio) dispone di un organo discissore applicato dietro il versoio e terminante con una vangheggia.

I termini di scarificatura e rippatura sono invece usati per indicare il lavoro quando si esegue come alternativa all'aratura con attrezzo discissore in grado di penetrare in profondità. Il termine di rippatura è usato anche per indicare un lavoro di scasso, eseguito con attrezzo discissore pesante.

È riconducibile ad una scarificatura anche l'uso dell'estirpatore quando avviene in alternativa all'aratura in tecniche di minimum tillage. L'estirpatura vera e propria non ha invece le prerogative di una ripuntatura quando si esegue come lavorazione complementare e successiva all'aratura o al dissodamento in generale: in questo caso, infatti, è un lavoro più superficiale destinato all'affinamento delle zolle, alla rimozione delle erbe infestanti ed all'aumento nel breve termine della porosità del suolo e quindi al suo arieggiamento.

Infine, per fare riferimento alla lavorazione eseguita come lavoro di coltivazione si usa il termine di scarificatura leggera o, semplicemente, coltivazione
In funzione delle caratteristiche del lavoro eseguito e delle finalità, i ripuntatori, detti anche scarificatori o ripper, sono macchine agricole abbastanza eterogenee. Le macchine utilizzate per la scarificatura sono fondamentalmente costituite da un telaio portante, applicato all'attacco a tre punti del trattore e comandato pertanto dal sollevatore idraulico. Questa soluzione permette un agevole e rapido approfondimento dell'attrezzo con il semplice avanzamento del mezzo quando si aziona l'abbassamento dell'attacco a tre punti. Gli organi lavoranti fissati al telaio, in genere di numero variabile da 1 a 7, sono costituiti da denti o coltelli inclinati in avanti, in modo da facilitare la penetrazione nel terreno sodo, tipicamente disposti su due o più file trasversali alla direzione di avanzamento. Eventuali profili particolari possono facilitare un certo grado di rimescolamento quando il terreno smosso dall'estremità tende a salire lungo il profilo più in superficie. L'estremità del dente o coltello è spesso sagomata in modo da facilitare la penetrazione ed esercitare un'azione di sgretolamento del terreno in profondità.

Talvolta, posteriormente al dente, è applicato con una breve catena un cilindro metallico conformato a ogiva. Lo scopo di questo dispositivo è di comprimere e modellare la parete della galleria tracciata dall'estremità del dente e formare un condotto temporaneo che ha la funzione di drenare l'acqua in eccesso. In questo caso lo scarificatore è detto anche aratro talpa o aratro fognatore.

Una categoria particolare di scarificatori è fornita di denti vibranti in senso trasversale rispetto alla direzione di avanzamento, con movimento attivo trasmesso attraverso la presa di potenza del trattore. La macchina, in questo caso, è comunemente chiamata vibrotiller.

La ripuntatura è una lavorazione meno energica dell'aratura in quanto l'alterazione del profilo del terreno è di trascurabile entità. Il terreno lavorato con uno scarificatore si presenta smosso in superficie da una serie di solchi appena accennati o con una certa zollosità secondo le caratteristiche fisiche del terreno. Lungo il profilo si crea una macroporosità, per effetto del taglio, e un certo grado di sgretolamento. L'efficacia dello sgretolamento laterale dipende dalle proprietà fisiche del terreno ed è accentuato con l'impiego di scarificatori vibranti.

La scarificatura dà buoni risultati in terreni in tempera, mentre nei terreni sabbiosi, oppure in quelli argillosi allo stato adesivo, dove l'effetto di sgretolamento è minimo è in genere consigliabile l'esecuzione di una doppia lavorazione con direzioni di avanzamento perpendicolari, oppure associare la ripuntatura profonda ad un'aratura superficiale.

Rispetto all'aratura ha i seguenti vantaggi:

a parità di profondità richiede una forza di trazione inferiore;
non altera il profilo, pertanto è utile quando si vuole evitare di portare terreno indesiderato verso la superficie;
non lascia la suola di lavorazione, anzi la rimuove qualora la ripuntatura sia effettuata come lavoro complementare all'aratura o ad annate alterne rispetto a questa.
Gli svantaggi sono i seguenti:

l'interramento di concimi e altri materiali è di modesta entità
l'azione contro le erbe infestanti è blanda
A differenza che nei terreni limo-argillosi, in alcuni terreni sabbiosi con scarsa portanza la suola di lavorazione può essere considerata un fenomeno positivo anziché negativo: in questi casi la rottura della suola stessa operata tramite rippatura cessa di essere un pregio e diviene un difetto.

Posizione negli schemi di lavorazione[modifica | modifica wikitesto]
Data l'eterogeneità delle macchine impiegate e i diversi scopi per cui si può eseguire il taglio verticale, questa lavorazione è alquanto generica e si può inserire, con prerogative specifiche, in diverse posizioni nella sequenza delle lavorazioni.

Lavoro straordinario di messa a coltura.
È il caso della rippatura eseguita nei lavori di scasso in alternativa alla lavorazione con l'aratro. Questa lavorazione va eseguita come scasso andante in due passaggi in direzioni ortogonali fra loro.

Lavoro principale.
È il caso della scarificatura o rippatura eseguita in alternativa all'aratura. Questa lavorazione va eseguita preferibilmente in due passaggi quando si opera su terreni compatti.

Lavoro complementare.
È il caso della ripuntatura come complementare all'aratura. Si esegue prima, durante o dopo in contesti differenti. La ripuntatura eseguita prima dell'aratura è la classica lavorazione a due strati, particolarmente adatta per i terreni compatti: in estate si esegue una ripuntatura profonda, allo scopo di fessurare il terreno e facilitare l'eventuale sgrondo delle acque in caso di pioggia, in autunno si esegue un'aratura superficiale, a velocità più sostenuta, per interrare i concimi e gli ammendanti e sgretolare meglio la fetta rivoltata. In questo caso, a rigore, la ripuntatura ha le prerogative di una lavorazione principale e l'aratura quelle di un lavoro complementare. La ripuntatura contemporanea all'aratura si esegue con l'aratro ripuntatore con il semplice scopo di rompere la suola di lavorazione. Come lavoro successivo ha ugualmente lo scopo di correggere l'inconveniente della suola di lavorazione e si esegue con uno scarificatore leggero, in grado comunque di penetrare in profondità.

Lavoro di coltivazione.
Si esegue in genere con scarificatori leggeri prima della ripresa vegetativa di un prato polifita. Lo scopo è quello di arieggiare il terreno e facilitando gli scambi di calore. In questo modo si stimola l'attività biologica e si favorisce la ripresa. Come lavoro di coltivazione si può adottare anche come surrogato della sarchiatura impiegando coltivatori o scarificatori leggeri che operano una lavorazione superficiale nell'interfila. La qualità del lavoro è comunque inferiore a quella di una sarchiatura vera e propria.

Lavorazione degli arboreti.
La scarificatura superficiale può essere adottata per la lavorazione superficiale del vigneto o del frutteto. La qualità del lavoro è inferiore a quella di una zappatrice rotativa, tuttavia la soluzione dà buoni risultati in particolari terreni consentendo un notevole risparmio di energia.

Minimum tillage.
La scarificatura trova spesso spazio nelle tecniche di minimum tillage quando s'impiegano macchine combinate in grado di eseguire in un solo passaggio insieme all'erpicatura.
ripper a 3 ancore o uncini











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