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 leopard panzer

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el magutt

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MessaggioTitolo: leopard panzer    Lun Dic 04, 2017 12:53 pm

Panzer è il termine in lingua tedesca che identifica la corazza ed in generale qualsiasi mezzo corazzato o blindato (Panzerglas per vetri, Panzerschrank per armadi, ecc.).

In particolare, però, si riferisce al carro armato.

La parola panzer deriva da plattenpanzer ("piastra per proteggere la pancia"), un tipo di armatura riportato in Germania dai soldati di ventura tedeschi che nel XVIII secolo combatterono in Italia. A partire dalla seconda guerra mondiale la parola "panzer" (abbreviazione di Panzerkampfwagen, cioè mezzo corazzato da guerra) viene comunemente utilizzata per identificare i carri armati di produzione tedesca.

Nel tedesco attuale la denominazione completa come Panzerkampfwagen è stata sostituita da Kampfpanzer. I carristi si chiamano la Panzertruppe.

I principali modelli costruiti in Germania nel periodo dal 1933 (inizio del riarmo tedesco) al 1945 (fine della Seconda guerra mondiale) sono identificati comunemente con il numero romano e sono indicati nella lista sotto. I modelli leggeri (Panzer I e il Panzer II) ideati negli anni trenta erano già considerati obsoleti allo scoppio della Seconda guerra mondiale, sebbene fossero la grande maggioranza dei carri armati tedeschi nelle fasi iniziali del conflitto. Il Panzer III del 1935 e il Panzer IV del 1939 furono i migliori carri utilizzati fino alla comparsa del T-34 sovietico. In seguito alla necessità di contrastare questo carro fu progettato il Panzer V Panther del 1943, comunemente ritenuto il migliore carro tedesco di tutto il conflitto. Nelle fasi finali del conflitto furono prodotti il Panzer VI Tiger I del 1942 e il Panzer VI Tiger II del 1944, potente ma prodotto in numero troppo ristretto per influire sull'esito degli scontri. Ultimo Panzer progettato fu il Panzer VIII Maus del 1945, realizzato solo in 2 prototipi. Gli armamenti principali e secondari, le corazzature e il peso, si sono via via potenziati per far fronte alle esigenze belliche.

Questi carri si sono misurati in tutti i teatri operativi occidentali della seconda guerra mondiale (escluso, naturalmente il teatro del Pacifico), dall'invasione della Polonia, all'Africa settentrionale, alla Russia, all'ultima difesa di Berlino nella primavera del 1945.

Il termine è stato ovviamente usato ancora per indicare genericamente i moderni carri armati della Repubblica Federale e poi della Germania riunificata.

Lista dei modelli di Panzer dal 1933 al 1945[modifica | modifica wikitesto]
Panzer I
Panzer II
Panzer III
Panzer IV
Panzer V Panther
Panzer VI Tiger I
Panzer VI Tiger II
Panzer VIII Maus




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el magutt

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MessaggioTitolo: Il Leopard 1    Lun Dic 04, 2017 1:08 pm

Il Leopard 1 è un carro armato da combattimento tedesco, il primo costruito dopo la seconda guerra mondiale.

Alla metà degli anni '50, Francia e Germania volevano realizzare un nuovo Carro da combattimento, che prendesse il posto dei mezzi statunitensi in servizio, rivelatisi non del tutto soddisfacenti, dovendo fronteggiare le enormi masse di mezzi corazzati del Patto di Varsavia. Il programma congiunto fra i due paesi non andò in porto e la Germania proseguì per proprio conto. In particolare due proposte giunsero a confronto. Quella del cosiddetto Gruppo A (Porsche, Jung, Luther & Jordan e MaK) e quella del Gruppo B (Ingenieuburo, Warneke, Rheinstahl Hanomag ed Henschel). I primi prototipi furono pronti nel 1960 e, dopo le prime prove, nel 1962 fu piazzato un ordine per 26 esemplari di preserie del Gruppo A, risultato vincitore. Intanto venivano apposte continue modifiche, tra l'altro comprendenti l'adozione del pezzo britannico Vickers L7 da 105/51 mm. Nel 1963 la Germania si separò dal programma con la Francia. Nel 1963 la Krauss-Maffei fu nominata responsabile principale del programma mentre venivano definiti anche i veicoli ausiliari. I primi esemplari giunsero all'Esercito tedesco nel 1965 e la produzione andò avanti fino al 1979, per essere ripresa nel 1981, per le commesse turche e greche.


Il Leopard 1 è un carro da combattimento dalle linee classiche ma molto ben studiato. Scafo e torretta sono realizzate in acciaio saldato. La torretta è triposto, con il pilota posto nello scafo in posizione a destra. Il capocarro dispone di 8 periscopi panoramici oltre a un periscopio TRP-2A a ingrandimento variabile, che può essere reso coassiale al pezzo da 105 mm. Il suo portello può vedere il montaggio di una mitragliatrice da 7,62 mm. Il puntatore dispone di un telemetro ottico a coincidenza TEM-2A, con ingrandimento variabile oltre a un periscopio TZF-1A coassiale al cannone. Sopra di questo si trova il grande proiettore a luce bianca e infrarossa, dalle tipiche linee scatolari, che può essere anche smontato. Sul lato sinistro della torretta si trova un piccolo portello per far entrare i proiettili in torretta, fino a 13, mentre altri 44 trovano posto nella parte anteriore dello scafo. Il vano motore è separato da una paratia a prova d'incendio dalla camera di combattimento. Al suo interno trovano posto il 10 cilindri a V policarburante MTU MB 838 Ca M500 da 37400 cm3 con doppia turbina, che eroga una potenza di 830 HP (consumo medio 1 l ogni 300 m), accoppiata a una trasmissione ZF HP 250 e il sistema di raffreddamento. Sono sufficienti 20 minuti per rimuovere il gruppo motopropulsore, grazie a un sistema di disconnessione rapida. Sono disponibili 4 marce avanti e due indietro. Il treno di rotolamento è composto da 7 ruote portanti e quattro ruotini di rinvio, con sistema di sospensione principale a barre di torsione. La protezione era adeguata alle esigenze dell'epoca ma è stata continuamente migliorata. Esiste un sistema di estintori a funzionamento manuale o automatico e il carro è dotato di un sistema di protezione NBC completo. Per i guadi profondi è disponibile un sistema di tubi a incastro che va posizionato in corrispondenza del portello del comandante, che si posiziona al suo apice e guida, via interfono, il pilota durante il guado, che può raggiungere i 4 m di profondità.



Il Leopard 1 è un carro da combattimento dalle linee classiche ma molto ben studiato. Scafo e torretta sono realizzate in acciaio saldato. La torretta è triposto, con il pilota posto nello scafo in posizione a destra. Il capocarro dispone di 8 periscopi panoramici oltre a un periscopio TRP-2A a ingrandimento variabile, che può essere reso coassiale al pezzo da 105 mm. Il suo portello può vedere il montaggio di una mitragliatrice da 7,62 mm. Il puntatore dispone di un telemetro ottico a coincidenza TEM-2A, con ingrandimento variabile oltre a un periscopio TZF-1A coassiale al cannone. Sopra di questo si trova il grande proiettore a luce bianca e infrarossa, dalle tipiche linee scatolari, che può essere anche smontato. Sul lato sinistro della torretta si trova un piccolo portello per far entrare i proiettili in torretta, fino a 13, mentre altri 44 trovano posto nella parte anteriore dello scafo. Il vano motore è separato da una paratia a prova d'incendio dalla camera di combattimento. Al suo interno trovano posto il 10 cilindri a V policarburante MTU MB 838 Ca M500 da 37400 cm3 con doppia turbina, che eroga una potenza di 830 HP (consumo medio 1 l ogni 300 m), accoppiata a una trasmissione ZF HP 250 e il sistema di raffreddamento. Sono sufficienti 20 minuti per rimuovere il gruppo motopropulsore, grazie a un sistema di disconnessione rapida. Sono disponibili 4 marce avanti e due indietro. Il treno di rotolamento è composto da 7 ruote portanti e quattro ruotini di rinvio, con sistema di sospensione principale a barre di torsione. La protezione era adeguata alle esigenze dell'epoca ma è stata continuamente migliorata. Esiste un sistema di estintori a funzionamento manuale o automatico e il carro è dotato di un sistema di protezione NBC completo. Per i guadi profondi è disponibile un sistema di tubi a incastro che va posizionato in corrispondenza del portello del comandante, che si posiziona al suo apice e guida, via interfono, il pilota durante il guado, che può raggiungere i 4 m di profondità.


L'armamento è imperniato sul classico L7 da 105/51 mm, su una mitragliatrice coassiale da 7,62 mm mentre un'altra mitragliatrice è di norma montata in corrispondenza del portello del comandante. Dotato di evacuatore dei fumi e di manicotto antidistorsione, il 105/51 mm è un ottimo pezzo che, con munizionamento adeguato, è in grado di avere ragione della protezione frontale di un T-72. Sono disponibili vari tipi di proiettili, fra cui gli APFSDS oltre ai classici HEAT e alle granate HESH e fumogene. I modelli più recenti hanno visto l'adozione del telemetro laser e di moderni sistemi per la condotta del tiro. La canna può essere cambiata in 20 minuti. Ai lati della torretta si trovano 8 mortai lanciafumogeni Wegman.

Le varianti del Leopard presentano solo modifiche alla torretta e ai sistemi al suo interno.

Leopard 1: la versione iniziale.
Leopard 1A1: Leopard 1 con cannone stabilizzato, manicotto antidistorsione e nuove componenti meccaniche e corazzature laterali lungo i cingoli.
Leopard 1A1A1: Oltre agli aggiornamenti della versione A1 prevede corazzatura aggiuntiva imbullonata sulla torretta, sullo scudo del cannone e piastre aggiuntive saldate sulla parte frontale dello scafo. La maggior parte di questi mezzi è poi stata aggiornata allo stadio A5, con sistema di tiro computerizzato e visore notturno a immagine termica.
Leopard 1A1A2: si tratta di carri A1A1 con sistema LLLTV (camera TV in grado di operare con bassa luminosità), utilizzabile per l'osservazione e il puntamento. Molti sono stati portati allo stadio A5.
Leopard 1A2: Come per le versioni precedenti, torretta realizzata per fusione ma con leghe metalliche più resistenti. Protezione NBC migliorata, aria condizionata e visore notturno ad intensificazione di luce per il pilota e il comandante.
Leopard 1A3: Nuova torretta completamente ridisegnata realizzata con corazzature spaziate. Protezione migliorata del 50% rispetto alla precedente versione.
Leopard 1A4: Versione finale. Molto simile al Leopard 1A3 ma con un sistema per il controllo del tiro computerizzato e l'armamento principale completamente stabilizzato sui tre assi. Ne sono stati realizzati 250, di cui 150 per la Turchia.
Leopard 1A5: La versione A5 è un aggiornamento studiato per i Leopard 1A, A1A1 e A1A2 che prevede torretta modificata nella parte posteriore sia per poter alloggiare i nuovi sistemi di condotta del tiro computerizzati, sia per alloggiare le munizioni del cannone che, in precedenza, erano stivate a lato del pilota. Il carro può essere equipaggiato con ulteriori corazze addizionali composite MEXAS. La Versione A5 Italiana prevede anche nuovo sistema di condotta del tiro Barr & Stroud SIRIO un novo sistema di stabilizzazione del cannone e sistema di rotazione della torretta GEO Drive 90.
Gli aggiornamenti sarebbero dovuti proseguire, ma i mutati scenari internazionali hanno fatto rinunciare a questi investimenti. Era stata studiata l'opportunità di dotare i Leopard 1 anche con un pezzo da 120/44mm. Dallo scafo del Leopard 1 è stato ricavato quello per il semovente antiaereo Gepard dotato di torretta con due armi da 35 mm e di due apparati radar. Il Leopard 1 è, o è stato utilizzato da: Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi e Turchia.



Equipaggio 4 (capocarro, cannoniere, pilota, servente)


Lunghezza 9,54 m
Larghezza 3,25 m
Altezza 2.613 m
Peso 39,912 t


Motore MTU a 10 cilindri diesel
Potenza 830 hp
Rapporto peso/potenza 20
Trazione cingoli
Sospensioni Barre di torsione

Velocità 65 km/h
Autonomia 600 km


Apparati di tiro telemetro
Armamento primario cannone L7 da 105/51 mm 13 in torretta e 44 nello scafo.
Armamento secondario 2 mitragliatrici MG 3 da 7.62 mm e 4 lanciafumogeni
Corazzatura scafo front. 70mm








LEOPARD 1A5

Alla fine del 1986 l'Esercito Tedesco cominciò a studiare una versione migliorata del Leopard 1 in grado di rimanere in servizio oltre l'anno 2000 affiancando il carro Leopard 2, le cui consegne iniziavano nello stesso periodo.
Le maggiori attenzioni furono poste nel miglioramento del sistema di condotta del tiro e, almeno a livello sperimentale, del tipo di armamento sperimentale. In particolare la ditta Rheinmetall effetuò alcune esperimenti dotando alcuni carri del nuovo cannone da 120 mm sviluppato per il Leopard 2. Sebbene l'arma e la torretta risultassero compatibili tra loro, tale importante modifica non venne mai attuata e si preferì concentrarsi unicamente sul sistema di condotta del tiro.
Dalle varie prove cui il carro Leopard 1 era stato sottoposto e dalle indicazioni provenienti dai reparti che lo avevano in dotazione, gli enti tecnici giunsero astilare una lista di modifiche da apportare alla nuova versione e da applicarsi sia allo scafo che alla torretta. Per quanto riguarda lo scafo esse erano sostanzialmente:

- sistema lavavetri per gli iposcopi del pilota che consentiva una migliore guida fuoristrada;
- miglioramento del sistema di sterzo;
- miglioramento del sistema NBC.

La torretta venne completamente modificata con l'aggiunta di varie componenti:

- installazione di un telemetro laser;
- installazione del periscopio per il cannoniere HZF dotato di camera termica;
- sostituzione del periscopio del cannoniere TRP-1A con il modello TRP-5A aventi le stesse prestazioni del precedente ma soprelevato in modo da consentire la visione al di sopra dell'alloggiamento blindato dell'ottica del cannoniere;


- installazione di un nuovo iposcopio per il cannoniere sopraelevato in modo da consentire anch'esso la visone al di sopra della protezione blindata del periscopio HZF;
- eliminazione del telemetro ottico TEM-2A e chiusura delle due cuffie laterali con lamiere saldate;


- installazione di un nuovo iposcopio per il cannoniere sopraelevato in modo da consentire anch'esso la visone al di sopra della protezione blindata del periscopio HZF;
- eliminazione del telemetro ottico TEM-2A e chiusura delle due cuffie laterali con lamiere saldate;


mantenimento su tutti i carri delle corazze addizionali Blomh & Vöss

La consegna ai reparti dei carri così modificati, designati Leopard 1A5, iniziò nell'autunno del 1992 fino a raggiungere le 1.225 unità anche se dopo appena due anni, a seguito della riduzione degli armamenti convenzionali intrapresa dell'Europa, già 493 carri erano stati posti fuori servizio. Alla data odierna l'Esercito Tedesco ha radiato tutti i carri Leopard 1 per standardizzare la propria linea sul Leopard 2. Dei carri eliminati dall'inventario Tedesco 120 vennero utilizzati per fornire altrettante torrette destinate all'Italia.

IL LEOPARD 1A5 IN ITALIA

La linea carri dell'Esercito Italiano si trovava nel 1995 in profondissima crisi essendo dotata di mezzi ormai obsoleti e non più in grado di competere con i carri più moderni in dotazione ai possibili avversari. In particolare la radiazione totale dei carro M60A1 ed il grave ritardo nell'acquisizione del nuovo carro Ariete, facevano si che i reparti corazzati fossero interamente dotati dei vecchi Leopard 1A2 che, concettualmente vecchi di quasi trent'anni, non erano mai stati sottoposti ad un vero programma di aggiornamento. In particolare i carri italiani erano sprovvisti di qualsiasi sistema di condotta del tiro automatizzato, non erano dotati di sistemi di visione notturna passivi e non erano stati dotati di alcuna protezione aggiuntiva alla debole corazza originale (frutto di un compromesso che voleva il Leopard un carro sostanzialmente veloce in grado di basare la propria capacità di sopravvivenza più sul movimento che sulla resistenza passiva).
A tutto ciò si aggiunga il fatto che moltissimi di questi carri erano fortemente usurati causa l'intenso impiego, non sempre accompagnato da un'altrettanta efficiente manutenzione. Inoltre l'Esercito Italiano era ormai indirizzato verso l'inserimento di personale professionale che certamente non avrebbe apprezzato il fatto di utilizzare carri così vecchi.
Scartata l'idea di un qualsiasi intervento radicale sulla flotta dei carri italiani mediante l'adozione di sistemi di condotta del tiro di concezione nazionale, si ripiegò sull'acquisto di 120 torrette della versione A5 enucleate da altrettanti carri posti fuori servizio dall'Esercito Tedesco. Tale provvedimento, attuato con procedura d'urgenza dato che si intendeva utilizzare questi carri nelle prime missioni all'estero alle quali l'Italia partecipava, segnò il destino finale dei rimanenti Leopard 1A2 che vennero man mano ritirati dal servizio fino alla loro totale scomparsa dalla linea carri dell'Esercito Italiano avvenuta nell'aprile 2003.
I carri messi in servizio furono così assegnati:

- 54 carri al 131° Reggimento Carri della Brigata Bersaglieri "Garibaldi";
- 54 carri al 133° Reggimento Carri della Brigata Meccanizzata "Pinerolo", poi trasferiti al 31° Reggimento Carri della stessa Brigata a seguito della messa in posizione "quadro" del 133°;
- 8 carri alla Scuola di Cavalleria e delle Truppe Corazzate di Lecce;
- 4 carri alla Scuola Trasporti e Materiali di Roma.

Come visto i carri italiani furono dotati delle torrette tedesche ma non degli scafi che presentavano alcune differenze con quelli italiani ed erano comunque anch'essi usurati dal servizio. L'Esercito Italiano preferì invece utilizzare degli scafi provenienti dalla propria linea carri, sottoponendoli ad una revisione integrale oltre ad alcune modifiche al treno di rotolamento per migliorarne l'efficienza. L'intervento venne esteso su di un certo numero di scafi che mantennero la configurazione A2 della torretta, forse con l'idea di sottoporli in un secondo momento alla trasformazione in A5 tramite l'acquisizione di ulteriori torrette che in realtà non avvenne mai. Tali veicoli, distribuiti principalmente al 132° Reggimento Carri, erano facilmente distinguibili per i parafanghi anteriori predisposti per il montaggio delle protezioni laterali.

Le modifiche apportate allo scafo consistevano nell'adozione di un kit studiato dalla Krauss Maffei, adottato per la prima volta dai carri destinati all'Australia e successivamente montato, oltre che sui veicoli italiani, anche su un certo numero di carri dell'Esercito canadese e norvegese.
Tale kit era composto da ammortizzatori di fine corsa idraulici, che andavano a sostituire i precedenti a molle, e da una nuova ruota di rinvio di diametro minore e dotata di un nuovo dispositivo tendicingolo.
Nella foto sottostante sono illustrate le due configurazioni: a sinistra quella originaria ed a destra quella installata sui Leopard 1A5.

Tale modifica consente un netto miglioramento delle prestazioni del carro, in particolare essa:

- aumenta di sette volte la capacità di assorbimento di energia rispetto alle vecchie molle a bovolo;
- consente l'adattamento automatico delle tensione del cingolo alle condizioni di marcia;
- aumenta la luce libera sopra la ruota di rinvio fino a 625 mm;
- consente l'utilizzo di tutta la corsa della barra di torsione di ogni singola ruota;

Nella foto sottostante un esempio delle capacità di estensione della nuova sospensione.


Tutti i carri sono stati dotati delle protezioni balistiche laterali del treno di rotolamento



E' stato inoltre montato il sistema di avviso d'illuminamento laser RALM (Ricevitore di Allarme Laser) realizzato dalla Marconi e montato anche sull'autoblindo Centauro e sul carro Ariete. Questo sistema ha lo scopo di individuare sull'arco dei 360° e con una risoluzione angolare di 45°, l'emissione di un laser e di determinare il tipo di minaccia associata. Una volta captato il raggio laser, il sistema può azionare automaticamente i lanciafumogeni per formare uno schermo davanti al carro, invia inoltre un segnale acustico nel sistema interfonico di bordo e contemporaneamente visualizza su di un display il settore di provenienza del fascio luminoso. Il sistema può discriminare i laser provenienti da telemetri, da sistemi di illuminamento per missili aria-terra, bombe e proiettili d'artiglieria a guida laser.
Infine i carri impiegati all'estero sono stati dotati delle radio SINCGARS (SINgleChannel Ground and Airborne Radio System in grado di inviare messaggi crittografati COMmunications SECurity, COMSEC) e dei relativi supporti per le antenne.

Nei carri italiani l'adozione delle corazze addizionali in torretta (circa 900 kg) ed altre modifiche hanno fatto salire il peso complessivo di 2.000 kg imponendo contrestualmente la riduzione della riservetta di munizioni di cinque colpi.










Come visto i carri italiani furono dotati delle torrette tedesche ma non degli scafi che presentavano alcune differenze con quelli italiani ed erano comunque anch'essi usurati dal servizio. L'Esercito Italiano preferì invece utilizzare degli scafi provenienti dalla propria linea carri, sottoponendoli ad una revisione integrale oltre ad alcune modifiche al treno di rotolamento per migliorarne l'efficienza. L'intervento venne esteso su di un certo numero di scafi che mantennero la configurazione A2 della torretta, forse con l'idea di sottoporli in un secondo momento alla trasformazione in A5 tramite l'acquisizione di ulteriori torrette che in realtà non avvenne mai. Tali veicoli, distribuiti principalmente al 132° Reggimento Carri, erano facilmente distinguibili per i parafanghi anteriori predisposti per il montaggio delle protezioni laterali.

leopard1a5_23.jpg (67174 byte)

Le modifiche apportate allo scafo consistevano nell'adozione di un kit studiato dalla Krauss Maffei, adottato per la prima volta dai carri destinati all'Australia e successivamente montato, oltre che sui veicoli italiani, anche su un certo numero di carri dell'Esercito canadese e norvegese.
Tale kit era composto da ammortizzatori di fine corsa idraulici, che andavano a sostituire i precedenti a molle, e da una nuova ruota di rinvio di diametro minore e dotata di un nuovo dispositivo tendicingolo.
Nella foto sottostante sono illustrate le due configurazioni: a sinistra quella originaria ed a destra quella installata sui Leopard 1A5.

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Tale modifica consente un netto miglioramento delle prestazioni del carro, in particolare essa:

- aumenta di sette volte la capacità di assorbimento di energia rispetto alle vecchie molle a bovolo;
- consente l'adattamento automatico delle tensione del cingolo alle condizioni di marcia;
- aumenta la luce libera sopra la ruota di rinvio fino a 625 mm;
- consente l'utilizzo di tutta la corsa della barra di torsione di ogni singola ruota;










https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/36/VIU-55_Munja_1.jpg/1024px-VIU-55_Munja_1.jpg

VIU-55 Munja



Pionierleopard

La versione pioniere del carro Leopard è dal punto di vista meccanico e strutturale assai simile a quella del carro recupero. Per questo in questa pagina ci si è concentrati solo sugli elementi caratterizzanti la versione. Mentre per una migliore descrizione delle componenti comuni si rimanda alle pagine del carro recupero, facendo clic sul pulsante sottostante si potrà avere una veloce indicazione di quali siano dette differenze.

Clic per conoscere le differenze esterne tra le due versioni

DESCRIZIONE GENERALE DEL VEICOLO
007.jpg (51901 byte) 064.jpg (48954 byte) Nei programmi dell'Esercito Tedesco il carro Leopard doveva fungere da base per tutta una serie di veicoli specializzati che andassero a sostituire macchine già esistenti ma di provenienza estera od a ricoprire ruoli per i quali nessun veicolo era ancora stato selezionato. Nel 1969 la Ditta MAK di Kiel ebbe il compito di progettare una versione ottimizzata per l'impiego da parte del genio e che mantenesse il maggior numero di componenti in comune con il carro soccorso già da lei costruito. Il risultato fu un veicolo basato sullo stesso scafo e munito di una serie di accessori ottimizzati per le esigenze dei reparti del genio. Il carro, immediatamente adottato dall'Esercito Tedesco, venne proposto anche agli altri eserciti che già avevano in servizio il Leopard, tra di essi quello italiano che dal 1985 ne mise in servizio 40 esemplari. Di questi 12 vennero direttamente costruiti in Germania mentre i rimanenti 28 vennero prodotti dalla OTO Melara di La Spezia che già aveva realizzato su licenza sia il carro da battaglia che quello soccorso.





Alcuni particolari del vomere anteriore di maggiori dimensioni e più adatto di quello del carro recupero ai lavori continuativi di sbancamento. Il vomere, ad azionamento interamente idraulico, adempie ai seguenti compiti:
- lavori di sbancamento fino ad 8 ore consecutive di lavoro;
- sbancamenti fino al volume di 200 mc/h con l'ausilio di due elementi laterali che portano la larghezza del vomere da 3,20 ml. a 3,75 ml. (figura in basso a sinistra). Questi elementi vengono stivati durante la marcia sui lati del cofano motore (immagine in basso a destra);
- lavori di strappo su terreni duri tramite l'ausilio di quattro denti di strappo fatti operare con il movimento in retromarcia del carro (figura in alto a destra);
- appoggio al terreno durante l'utilizzo della gru laterale girevole;
- ancoraggio a terra del carro durante le operazioni con il verricello.
In caso di avaria all'impianto idraulico il vomere piò essere sollevato in posizione di trasporto tramite un martinetto azionato a mano previo lo scarico dell'olio in pressione dall'impianto. A differenza del carro recupero il carro pionieri è dotato di uno scambiatore di calore utilizzato per abbassare la temperatura dell'olio idraulico durante il funzionamento del vomere. Lo scambiatore è montato sopra il copricingolo destro ed è direttamente accessibile dall'esterno.

estensioni.jpg (26032 byte) 066.jpg (43086 byte)
067.jpg (49452 byte)
Un particolare del gancio di sollevamento in posizione di riposo. Si noti sopra il braccio della gru la scala amovibile.

trivella.jpg (34954 byte)
Il Pionierleopard è dotato di una trivella in grado di scavare delle buche per la fanteria del diametro di 70 cm e della profondità massima di 2,00 ml.
Tutte le parti necessarie alla trivellazione sono raggruppate in un unico complesso. Esse sono:
- una trivella a spirale
- supporto;
- motore a pistoni radiali;
- asta di perforazione;
- sospensione del complessivo.
In posizione di riposo la trivella viene trasportata sopra il cofano motore su degli appositi supporti che possono essere anche utilizzati, come sul carro recupero, per trasportare un gruppo motopropulsore di riserva.


Per evitare che durante l'azionamento della gru o l'impiego del vomere il carro pionieri superi le pendenze consentite, sono montate tre livelle sferiche che indicano l'inclinazione del veicolo in ogni direzione. Due di esse sono installate all'interno della camera di manovra ed indicano una l'inclinazione del carro durante l'impiego della gru e l'altra quella durante l'azionamento del vomere. Esternamente, a lato di uno dei tre iposcopi del pilota, è presente la terza livella che viene adoperata esclusivamente per controllare l'inclinazione del carro durante l'impiego del vomere.


gettaponte

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